Super Kamiokande
Il Super Kamiokande detto anche Super K è uno dei laboratori più interessanti della terra, si trova all’osservatorio Kamioka in Giappone (ricavato dall’ex miniera Mozumi situata a Kamioka-cho, Gifu) ed è un luogo quasi mistico.
il Super K si trova mille metri sottoterra ed è stato costruito per studiare una delle particelle più sfuggenti, il neutrino (solare, atmosferico e di qualsiasi altra parte dell’universo) oltre al decadimento dei protoni. Il Super-K è un cilindro alto 41.3 metri, di diametro 39.3 m, riempito in buona parte da 50mila tonnellate di acqua purissima e circondato da 11.000 tubi fotomoltiplicatori: quando un neutrino interagisce con gli elettroni o i nuclei dell’acqua può produrre una particella, nell’acqua, si muove più veloce della luce generando un lampo di luce dovuto alla radiazione Cherenkov che a sua volta genera tracce distintive di luce che qui possono essere registrate per fornire ottime informazioni sui neutrini.
La costruzione dell’osservatorio sotterraneo di Kamioka, il predecessore dell’attuale “Kamioka Observatory, Institute for Cosmic Ray Research” dell’Università di Tokyo iniziò nel 1982 e venne completata nell’aprile del 1983.
Lo scopo dell’osservatorio era di investigare la stabilità della materia, una delle questioni fondamentali nel campo della fisica delle particelle elementari.
L’osservatorio era posto a 1.000 m sotto terra nella miniera Mozumi situata a Kamioka-cho, Gifu, Giappone. Il rilevatore (KAMIOKANDE: Kamioka Nucleon Decay Experiment) era un serbatoio contenente 3.000 tonnellate di acqua pura corredato da circa 1.000 tubi fotomoltiplicatori (PMT) attaccati alla superficie interna. Le dimensioni del serbatoio erano di 16 m in altezza e 15,6 m di diametro. I PMT raccoglievano le luci blu tenue, chiamate luci di Čerenkov, che vengono emesse dalle particelle cariche che attraversano l’acqua a velocità superiori a quelle della luce (nell’acqua).
Un aggiornamento del rilevatore venne eseguito nel 1985 per poter osservare le particelle elementari chiamate neutrini, aventi origine cosmica. Come risultato, il rilevatore divenne altamente sensibile e riuscì a rilevare i neutrini provenienti da una supernova esplosa nella Grande Nube di Magellano nel febbraio del 1987.
I neutrini solari vennero osservati nel 1988 contribuendo agli sviluppi nel campo dell’astronomia e dell’astrofisica. Per questa misurazione il gruppo di ricerca che ha lavorato all’esperimento ha ricevuto nel 1989 il Premio Bruno Rossi dalla American Astronomical Society.[1] Fino alla conferma della massa del neutrino nel 1998, tutti i dati sperimentali erano consistenti con il fatto che il neutrino non avesse massa, anche se i teorici avevano speculato sulla possibilità che i neutrini avessero massa diversa da zero per molti anni.
Il 12 novembre 2001, circa 6.600 fotomoltiplicatori del Super-Kamiokande implosero, apparentemente in una reazione a catena, dovuta alle onde di pressione di ogni tubo imploso che si propagavano ai suoi vicini.
Il rilevatore è stato parzialmente ripristinato con circa 6.000 PMT dotati di un guscio protettivo, per prevenire il rimanifestarsi del problema.
Per maggiori informazioni, ecco la pagina ufficiale
Il Super-Kamiokande, abbreviato in Super-K, è un osservatorio di neutrini situato in Giappone, nella miniera di Kamioka (l’attuale nome dalla città è Hida).
Venne costruito per studiare i neutrini solari, i neutrini atmosferici, il decadimento dei protoni, e rilevare i neutrini provenienti da qualsiasi supernova della nostra galassia. Il Super-K fornì la prima prova dell’oscillazione dei neutrini nel 1998.
Il Super-K consiste di un ammasso di 50.000 tonnellate acqua ultra-pura, circondato da 11.146 tubi fotomoltiplicatori. La struttura cilindrica misura 41,4 m di altezza e 39,3 m di diametro.
L’interazione di un neutrino con gli elettroni o i nuclei dell’acqua può produrre una particella che si muove più veloce della luce nell’acqua (ma ovviamente, più lentamente della luce nel vuoto). Questo fatto genera un lampo di luce dovuto alla radiazione Čerenkov, che è l’equivalente ottico del boom sonico. Questo lampo genera tracce distintive di luce che vengono registrate e forniscono informazioni sulla direzione e il sapore del neutrino incidente.
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