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Zecharia Sitchin: Le origini del mondo

L’appassionante teoria di Zecharia Sitchin Teoria di Zacharia Sitchin, sulla base delle tavolette sumeriche Enuma Elisch, relativa alle origini del mondo e sul dodicesimo pianeta “Nibiru”.

— Crede che l’avvistamento di UFO sia in relazione con il ritorno degli Annunaki?— Si, ma devo prima ricordare che il cosiddetto fenomeno UFO è conosciuto fin dai tempi più antichi. Perfino nella Bibbia si parla di oggetti che oggi definiremmo come UFO. Mi riferisco alle descrizioni del profeta Ezechiele, alla scala ascendente dal cielo del sogno di Giacobbe, al carro di fuoco di Elia, per fare solo alcuni esempi. » (Z. Sitchin)

Zecharia Sitchin (Baku, 1920) è uno scrittore azero. Sitchin dichiara che le sue ricerche coincidono con molti testi biblici, i quali traggono origine dagli scritti Sumeri.

Egli attribuisce la creazione dell’antica cultura dei Sumeri ad una razza aliena, detta Nefilim (in ebraico) o Annunaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru, un ipotetico 12º pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese.

Secondo l’interpretazione data da Sitchin della cosmologia sumera, il sistema solare avrebbe un dodicesimo pianeta, che seguendo un’orbita ellittica rientrerebbe nel centro sistema una volta ogni 3600 anni. Questo ipotetico pianeta, chiamato “Nibiru”, nella mitologia babilonese era associato al dio Marduk, il dio della morte, il dio d’oro, il dio della città di Babilonia. Sitchin afferma che Nibiru avrebbe avuto un impatto catastrofico con un altro ipotetico pianeta, chiamato Tiamat e posto tra Marte e Giove. L’impatto avrebbe creato il pianeta Terra e la fascia degli asteroidi. Tiamat sarebbe stato dapprima colpito da una delle 4 lune di Nibiru, spezzandosi in due. Una di queste due metà sarebbe poi diventata la Terra e sarebbe stata spinta nell’attuale posizione da un altro impatto con una luna di Nibiru. In seguito l’altra metà, colpita da Nibiru stesso avrebbe dato vita alla fascia degli asteroidi. Sitchin afferma che questa teoria spiegherebbe perché la geografia terrestre avrebbe la peculiarità di avere più continenti su un lato rispetto all’altro. Secondo Sitchin, su Nibiru abitava una razza tecnologicamente avanzata e simile a quella umana, questi esseri erano chiamati Anunnaki dalla mitologia sumera e che compaiono nella Bibbia col nome di Nephilim. Secondo Sitchin sarebbero arrivati sulla terra 450.000 anni fa, alla ricerca di minerali e in particolare d’oro (che necessitavano per riparare la loro atmosfera rarefatta) e lo avrebbero trovato in Africa. Gli Anunnaki avrebbero creato geneticamente l’ Homo Sapiens Sapiens incrociando la loro razza con l’Homo erectus, con lo scopo di avere della manodopera per prelevare metalli dalle miniere. Sotto la guida di questi esseri, la civiltà Sumera avrebbe fondato la civiltà in Mesopotamia, grazie ad una casta di regnanti che avrebbero fatto da intermediari tra gli alieni e gli schiavi. Sitchin poi afferma che nel 2000 a.C. sarebbe scoppiata una guerra nucleare tra diverse fazioni di extraterrestri, e la ricaduta nucleare, il fallout, sarebbe il “vento malvagio” che distrusse Ur secondo quanto raccontato nel Lamento di Ur.[1] Sitchin sostiene che le sue ricerche spiegherebbero numerosi passi di testi biblici. Quando Sitchin elaborò la propria teoria e pubblicò i primi testi, il Sumero era una lingua ancora poco comprensibile e nota solo a pochi specialisti. Oggi però grazie ad alcune pubblicazioni di massa come Sumerian Lexicon.[1] è stato possibile verificare che alcune delle traduzioni di Sitchin sono parzialmente opinabili, ma nonostante ciò, il quadro risultante offre la migliore spiegazione possibile delle nostre antiche origini, in relazione alle indagini e alle nuove acquisizioni scientifiche delle scienze naturali.

Teoria di Zacharia Sitchin sulla base delle tavolette sumeriche Enuma Elisch, Oxford, Ashmolean Museum, estratto da Le guerre atomiche al tempo degli dei.

Eventi prima del diluvio (anni fa) 450000 Su Nibiru, un membro lontano del nostro sistema solare, la vita va lentamente estinguendosi a causa dell ‘erosione dell’atmosfera del pianeta. Deposto da Anu, il sovrano Alalu fugge a bordo di una navetta spaziale e trova rifugio sulla Terra. Qui scopre che sulla Terra si trova l ‘oro, che si pu ò utilizzare per proteggere l’atmosfera di Nibiru. 445000 Guidati da Enki, figlio di Anu, gli Annunaki (gli alieni del pianeta Nibiru, i biblici nefelim che Sitchin chiama col loro nome sumerico, probabilmente discendenti dai Pleiadiani di Meier NDR) arrivano sulla Terra, fondano Eridu la Stazione Terra I per estrarre l ‘oro dalle acque del Golfo Persico. 430000 Il clima della Terra si fa pi ù mite. Altri Annunaki arrivano sulla Terra, e tra loro Ninharsag, sorellastra di Enki e capo ufficiale medico. 416000 Poich é la produzione d’oro scarseggia, Anu arriva sulla Terra con Enlil, il suo erede. Viene deciso di estrarre l’oro vitale attraverso scavi minerari nell’Africa meridionale. Le nomine avvengono per estrazione: Enlil conquista il comando della missione sulla Terra, Enki viene relegato in Africa. Anu, mentre si accinge a lasciare la Terra, deve fronteggiare la minaccia del nipote Alalu. 400000 Tra i sette insediamenti funzionali della Mesopotamia meridionale figurano il porto spaziale (Sippar), il centro di controllo della missione (Nippur), un centro metallurgico (Badtibira), un centro medico (Shuruppak). I metalli arrivano per mare dall’Africa; una volta raffinati, vengono poi inviati agli Igigi (i trecento Annunaki assegnati alla navicella spaziale e alla stazione di passaggio su Marte; rapirono le femmine terrestri per sposarle; ribelli in pi ù di un occasione NDR) rimasti in orbita, poi trasferiti su navette spaziali che arrivano periodicamente da Nibiru. 380000 Appoggiato dagli Igigi, il nipote di Alalu cerca di ottenere il dominio della Terra. La fazione di Enlil vince la Guerra degli Antichi D èi. 300000 Gli Annunaki che lavorano nelle miniere d ‘oro si ammutinano. Enki e Ninharsag creano dei Lavoratori Primitivi attraverso al manipolazione genetica degli ovuli di donne-scimmia; le nuove creature sostituiscono gli Annunaki nelle attivit à manuali. Enlil fa irruzione nelle miniere e porta i Lavoratori Primitivi all’Eden in Mesopotamia. Avendo ottenuto la capacità di procreare, l’Homo sapiens comincia a moltiplicarsi. 200000 La vita sulla Terra regredisce durante una nuova era glaciale. 100000 Il clima torna a riscaldarsi. Gli Annunaki, con crescente disappunto di Enlil, sposano sempre pi ù spesso le figlie dell’Uomo. 75000 Comincia la maledizione della Terra una nuova era glaciale. Tipi regressivi di uomo vagano per la Terra. Sopravvive l’uomo di Cro-Magnon. 49000 Enki e Ninharsag elevano alcuni umani imparentati con gli Annunaki el ruolo di comandanti di Shuruppak. Enlil, furioso, trama la rovina del genere umano. 13000 Accortosi che il passaggio di Nibiru in prossimit à della terra provocherà un immenso maremoto, Enlil costringe gli Annunaki a giurare di non rivelare all’umanità la catastrofe imminente.

Eventi dopo il diluvio (A.C.) 11000 Enki rompe il giuramento, d à istruzioni a Zisudra/No è di costruire un’imbarcazione sommergibile. Il Diluvio spazza tutta la Terra; gli Annunaki assistono alla distruzione totale della loro navicella rimasta in orbita. Enlil acconsente a concedere a ciò che resta del genere umano utensili e sementi; tra le montagne comincia l ‘agricoltura. Enki addomestica gli animali. 10500 I discendenti di No è ottengono in sorte tre regioni. Ninurta, il pi ù importante dei figli di Enlil, bonifica le montagne e drena i fiumi per rendere abitabile la Mesopotamia; Enki rivendica la valle del Nilo. Gli Annunaki mantengono il possesso della penisola del Sinai per costruirvi un porto spaziale post-diluviano; un centro di controllo viene istituito sul Monte Moriah (la futura Gerusalemme). 9780 Ra/Marduk, figlio primogenito di Enki, divide il dominio dell’Egitto tra Osiride e Seth. 9330 Seth cattura Osiride, lo fa a pezzi e diventa unico sovrano della valle del Nilo. 8970 Horus vendica suo padre Osiride scatenando la Prima guerra della Piramide. Seth fugge in Asia, si impadronisce della penisola del Sinai e di Canaan. 8670 Per contrastare il controllo di tutte le attrezzature spaziali nelle mani dei discendenti di Enki, la fazione di Enlil scatena la Seconda Guerra della Piramide. Ninurta, vittorioso, svuota la Grande Piramide di tutto il suo equipaggiamento. Ninharsag, sorellastra di Enki ed Enlil, convoca una conferenza di pace. Viene riaffermata la divisione della Terra. Il dominio dell’Egitto passa dalla dinastia di Ra/Marduk a quella di Thoth. Come nuovo punto di riferimento viene costruita la citt à di Eliopoli. 8500 Gli Annunaki fondano gli avamposti presso i luoghi d’accesso alle attrezzature spaziali: uno di essi è Gerico. 7400 Col proseguire dell’era di pace, gli Annunaki consentono all’umanità di compiere altri passi avanti; comuncia il periodo neolitico. Semid èi governano l’Egitto. 3800 A Sumer (Irak NDR) ha inizio la civiltà urbana quando gli Annunaki vi rifondano le antiche città, a cominciare da Eridu e Nippur. 3760 Il genere umano ottiene la sovranità. Kish è la prima capitale sotto l’egida di Ninurta. A Nippur viene creato il calendario. La civiltà sboccia a Sumer (la Prima Regione). 3450 Il primato a Sumer passa a Nannar/Sin. Marduk proclama Babilonia Porta degli Dei. Episodio della Torre di Babele. Gli Annunaki confondono le lingue dell’uomo. Fallito il suo golpe, Marduk/Ra torna in Egitto, depone Thoth e cattura il suo fratello minore Dumuzi, che si era fidanzato con Inanna. Dumuzi viene accidentalmente ucciso; Marduk viene imprigionato vivo nella Grande Piramide (di Giza NDR). Liberato poi attraverso il condotto di emergenza, va in esilio. 3100 Dopo 350 anni di caos, il primo faraone egizio si installa a Menfi. La civiltà arriva nella Seconda Regione (l’Egitto NDR). 2900 A Sumer il potere regale passa alla città di Erech. Inanna ottiene il dominio sulla Terza Regione (Harappa e Moenjo-Daro NDR); comincia la civilt à dell’Indo. 2650 La capitale reale di Sumer viene pi ù volte spostata. L’autorità regale si deteriora. Enlil perde la pazienza per la disobbedienza delle moltitudini umane. 2371 Inanna si innamora di di Sharru-Kin (Sargon). Egli fonda una nuova capitale, Agade (Akkad). Nasce l’impero accadico. 2316 Con l’obbiettivo di governare tutte e quattro le province, Sargon preleva un po di suolo sacro da Babilonia. Divampa di nuovo il conflitto Marduk-Inanna, e finisce solo quando Nergal, fratello di Marduk, si reca dal Sud dell’Africa a Babilonia, per convincere Marduk a lasciare la Mesopotamia. 2291 Naram-Sin sale al trono di Akkad. Spinto dalla bellicosa Inanna, penetra nella penisola del Sinai e invade l’Egitto. 2255 Inanna usurpa il potere in Mesopotamia; Naram-Sin contamina Nippur. I Grandi Annunaki fanno sparire Agade. Inanna fugge. Sumer e Akkad vengono occupate da truppe fedeli a Enlil e Ninurta. 2220 La civilt à sumerica si eleva a nuove vette sotto i sovrani illuminati di Lagash. Thoth aiuta il suo re Gudea a costruire un tempio-zigurrat per Ninurta. 2193 Terah, padre di Abramo, nasce a Nippur in una famiglia di alto rango sacerdotale-politico. 2180 L’Egitto viene diviso: i seguaci di Ra/Marduk mantengono l’alto Egitto (il Sud); i faraoni suoi avversari ottengono il trono del basso Egitto (il Nord). 2130 Poich é Enlil e Ninurta sono sempre pi ù spesso lontani, declina anche in Mesopotamia l’autorità centrale. Il tentativo di Inanna di riottenere la sovranit à per Erech non dura a lungo. Il secolo fatale (A.C.) 2123 Abramo nasce a Nippur. 2113 Enlil affida le terre di Shem a Nannar; Ur viene dichiarata capitale del nuovo impero. Ur-Nammu sale al trono e viene chiamato Protettore di Nippur. Un sacerdote di Nippur Terah, padre di Abramo viene a Ur per stringere un legame con la corte reale. 2096 Ur-Nammu muore in battaglia. Il popolo considera la sua morte un tradimento di Anu ed Enlil. Terah parte con la sua famiglia per Harran. 2095 Shulgi sale al trono di Ur e rafforza i legami imperiali. Mentre prospera l’impero, Shulgi cede al fascino di Inanna e diviene il suo amante. Concede Larsa agli Elamiti in cambio dei loro servigi come legione straniera. 2080 Principi tebani fedeli a Ra/Marduk, durante il regno di Mentuhotep, si spingono a nord. Nabu, figlio di Marduk, fa proseliti per suo padre nell’Asia occidentale. 2055 Su ordine di Nannar, Shulgi manda truppe elamite a sedare la rivolta delle città cananee. Gli Elamiti arrivano alla porta della penisola del Sinai e del suo porto spaziale. 2048 Shulgi muore. Marduk si sposta nella terra degli Ittiti. Abramo viene mandato a Canaan con un corpo scelto di cavalieri. 2047 Amar-Sin (il biblico Amraphel) diventa re di Ur. Abramo va in Egitto, ci resta cinque anni, poi ritorna con atre truppe. 2041 Amar-Sin, spinto da Inanna, forma una coalizione di re dell Oriente e lancia una spedizione militare a Canaan e nel Sinai, con a capo l’elamita Kedorla omer. Abramo blocca la loro avanzata alle porte del porto spaziale. 2038 Mentre l impero va disintegrandosi, Shu-Sin subentra ad Amar-Sin sul trono di Ur. 2029 Ibbi-Sin subentra a Shu-Sin. Le province occidentali sono sempre pi ù inclini a riconoscere Marduk come loro divinità. 2024 Alla testa dei suoi seguaci, Marduk marcia su Sumer e si incorona da se sovrano di Babilonia. I combattimenti si estendono alla Mesopotamia centrale. Il tabernacolo di Nippur viene attaccato in maniera sacrilega. Enlil chiede che Marduk e Nabu vengano puniti; Enki si oppone. Nergal e Ninurta distruggono (con bombe atomiche NDR) il porto spaziale e le ribelli città cananee (Sodoma e Gomorra NDR). 2023 I venti portano su Sumer la nube radioattiva. La gente muore di una morte terribile, gli animali periscono, l’acqua è avvelenata, la terra si inaridisce. La grande civiltà di Sumer si esaurisce. La sua eredità passa alla progenie di Abramo, poiché egli genera all’età di cento anni un erede legittimo: Isacco.

fonte:usac.it

Posted 11 months ago at 16:40.

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Il Pianeta X è reale

EX COLONNELLO DELL’AERONAUTICA SOVIETICA: IL PIANETA X È REALE
Marina Popovich –  già celebre per la foto della sonda Phobos 2 – nell’anno 2006 in visita in Argentina si pronunciò sull’esistenza del Pianeta X.

La maggior parte degli appassionati dei misteri, del fenomeno UFO e della storia segreta dell’esplorazione spaziale, conosce Marina Popovich (URSS, 1931) per via del suo intervento presso il Consolato sovietico di San Francisco, avvenuto nel 1991. In quell’occasione l’ex colonnello sovietico – nonché pilota di test di volo, aspirante cosmonauta e pilota dell’Aviazione sovietica – nel corso di una conferenza stampa mostrò a tutti una foto inedita che sarebbe l’ultima immagine all’infrarosso ottenuta dalla sonda spaziale sovietica Phobos 2, spedita dai Sovietici nel 1988 verso Marte assieme alla Phobos 1.

Entrambe le sonde andarono perdute, ma Phobos 2 – a differenza della sonda gemella – riuscì a raggiungere Marte, ed a scattare numerose foto del Pianeta rosso sia nello spettro della luce visibile sia in quello dell’infrarosso.

Colin Andrews – ingegnere elettrico britannico attivo sin dal 1983 nell’ambito della ricerca e dello studio dei crop circles – era presente alla conferenza stampa di San Francisco, ed egli mi ha gentilmente autorizzato a riprodurre per questo mio scritto una delle foto che lo ritraggono con l’ex colonnello sovietico (vedi immagine: il dr. Andrews è il signore in giacca e cravatta alla sinistra della foto a destra; la prima donna che siede sulla destra – rispetto alla foto esposta – è Marina Popovich).

La Popovich – sin dal suo pensionamento – ha cominciato a viaggiare per il mondo tenendo conferenze ed incontri con il pubblico per portare la sua preziosa testimonianza di pilota a proposito del fenomeno UFO.

NOVEMBRE 2006: LA POPOVICH IN ARGENTINA

Nel novembre 2006 ella è stata ospite a Buenos Aires, in Argentina, ad un congresso mondiale sugli OVNI (oggetti volanti non identificati), ove ha confermato alla ricercatrice Bibiana Claudia Bryson la realtà del Pianeta X (www.freewebs.com/bibianabryson/). La Bryson è una donna argentina attiva nel campo della ricerca del paranormale e dell’esoterismo, nonché membra del CEFORA (Comisión de Estudio del fenómeno Ovni nella Rep. Argentina, che promuove la declassificazione del fenomeno Ufo in Argentina) e depositaria delle profezie inedite di Benjamìn Solari Parravicini, sulle quali sta scrivendo un libro.

La Bryson – oltre a celebrare sul suo sito ed in un video diffuso su YouTube l’eroina sovietica come un’eccezionale pilota detentrice di numerosi record e nota al mondo come “La Dama del Mig” – ha affermato che in una lettera in russo firmata di suo pugno dalla Popovich ed a lei consegnata, c’è scritto che il Pianeta X è reale:

(Foto sopra: il dr. Andrews è il signore in giacca e cravatta alla sinistra della foto;

la prima donna che siede sulla destra, rispetto alla foto esposta, è Marina Popovich

Su Gentile concessione del dr. Colin Andrews per lo scritto di L. Scantamburlo”).

“[...] la existencia del planeta x, los ovnis y los extraterrestres. Fue el 25 de noviembe de 2006 en su paso por Argentina donde asistio al Congreso Mundial ovni, teatro Coliseo.”

Fonte del testo: “Planet X Confirmed”, Cosmonaut and Pilot Marina Popovich”

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di BibianaClaudiaBryson, 18 luglio 2008

Presso il sito della Bryson è possibile vederla ritratta in fotografia con Marina Popovich. Nel video diffuso dalla Bryson su YouTube, vi sono immagini sottolineate da un testo in spagnolo in cui si dice che la Popovich prevede un aumento dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche (“[...] me dice que va haber aumento de los terremotos y erupciones volcanicas, como un posible cambio de eje”). Nel video è presentata anche parte della lettera – datata 25 novembre 2006 – scritta a mano in cirillico dall’ex ufficiale e pilota di test di volo.

Sempre nel 2006 l’ex colonnello sovietico – in un’intervista concessa alla rivista argentina El Planeta Urbano – ha affermato che la perdita della sonda Phobos 2 fu al centro delle discussioni fra il Presidente G. Bush padre ed il premier sovietico Gorbaciov, al loro summit di Malta. Ora, questa testimonianza raccolta dalla Bryson fu già anticipata nel 1991 dall’americano Don Ecker in uno scritto diffuso in Rete (ParaNet Alpha-Delta The DATA Base).  Ecker ebbe modo d’intervistare la Popovich al Congresso UFO di Tucson, negli Stati Uniti, tenutosi in quell’anno. Ecker ricordò che la Phobos 2 era il risultato di una missione congiunta – “a JOINT US-USSR-EUROPEAN space mission” – alla quale parteciparono anche scienziati dell’ESA e della NASA, oltre naturalmente ai Sovietici maggiormente impegnati in essa.

Riporto un breve passo dallo scritto di Ecker sopra ricordato: “[...] Marina then told me that this was a high topic of discussion between President George Bush and Secretary General Mikhil Gorbachev at the Malta Conference. She received the information from a source of hers in the Soviet Politburo. Still the photo showing this object remained in “limbo” with the Soviets refusing to release it, and NASA of course, not mentioning any of these events.”

Fra l’altro, se non ricordo male (lo lessi anni fa in uno scritto di un famoso ufologo americano) la Popovich a San Francisco affermò che la foto all’infrarosso scattata dalla Phobos 2 nel 1989 e che mostra un misterioso oggetto sigariforme vicino al satellite naturale Phobos, le sarebbe stata consegnata dal Generale Alexei Leonov, ex cosmonauta ed eroe dell’Unione Sovietica.

A questo punto sorge una domanda: se in merito all’incontro al vertice di Malta, la fonte delle informazioni ottenute dalla Popovich sono alcuni insider del Politburo sovietico (come ricordato da Ecker; vedi il testo in inglese sopra citato), è verosimile che le informazioni ottenute a proposito del Pianeta X siano analoghe per importanza. Ex scienziati sovietici od ex cosmonauti, potrebbero essere la fonte delle informazioni della Popovich su questioni astronomiche e di esplorazione spaziale.

BARCELLONA, LUGLIO 2009: ROBERT DEAN TORNA A PARLARE DEL DECIMO PIANETA E DI NIBIRU

Ora, si dà il caso che la Popovich è in buona compagnia: da anni un ex militare nordamericano dalle credenziali verificate sta sensibilizzando il pubblico sulla questione del Pianeta X: si tratta del Sergente Maggiore a riposo di nome Robert O. Dean, dello US Army – molto noto in Italia per via delle sue passate conferenze – che recentemente è tornato sulla controversa questione del Decimo Pianeta (o Pianeta X).  L’ottantenne ex sottufficiale, senza avere alcun dubbio, lega il Pianeta X alla questione mitologico-archeologica di Nibiru, l’antico dio-astro errante adorato in Mesopotamia. L’ha fatto non nel corso della sua seguitissima relazione, ma nel corso del dibattito dell’European Exopolitics Summit 2009. A New Paradigm for a World in Crisis (25 e 26 luglio 2009).

Dean (Bob per gli amici) ha ricordato non solo “a separate space program” portato avanti dagli Stati Uniti negli ultimi trent’anni, e distinto dalla NASA, ma ha sottolineato che il complesso d’installazioni sotterranee sviluppato nel corso della Guerra Fredda per resistere ad una guerra termonucleare, è stato ampliato nell’ambito di un’espansione del programma di salvataggio della élite governativa statunitense. Tale complesso sotterraneo ora sarebbe in grado – stando alle Sue parole – di dare riparo a diversi milioni di persone; ovviamente – ha  affermato Dean – l’americano medio che paga le tasse non ne è al corrente. Trascrivo ora direttamente parte della affermazioni di Robert Dean in merito a Nibiru, e rilasciate nel corso del dibattito del summit di Barcellona:

“[...] if there was a serious event forthcoming, which I do believe there is going to be a serious event involving the Tenth Planet, which is a reality that most people do not even want to talk about it”

Per ascoltare la parole di Dean, si faccia riferimento al video postato su YouTube:

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Dunque egli si dice convinto di un “serio evento prossimo” (serious event forthcoming) che coinvolge il Decimo Pianeta, il quale è una realtà sulla quale la maggior parte delle persone non vuole neppure discutere (ne sa qualcosa anche il sottoscritto, estremamente orgoglioso del fatto che proprio Robert Dean abbia firmato la prefazione alla seconda edizione del mio saggio in italiano intitolato “The American Armageddon”).

Le affermazioni di Dean sembrano difficili da accettare, ma ricordo ch’egli ha lavorato non solo per l’Esercito e la NATO, ma anche per 14 anni al servizio della FEMA (Federal Emergency Management Agency); quella di Dean è una testimonianza di primo piano, in quanto la FEMA è un’agenzia governativa di tutto rispetto e dotata di fondi, strumenti, e poteri che la collocano al vertice in caso di crisi dell’esecutivo americano e di emergenza nazionale.

Dean, a Barcellona, ha ricordato che ogni qual volta il Decimo Pianeta – o Nibiru come lo chiamavano i Sumeri – attraversa il Sistema Solare nel corso della sua orbita di 3600 anni, esso provoca “hurricanes, tidal waves, earthquakes”, cioè uragani, onde di marea, terremoti. Impossibile, a questo punto, non cogliere correlazioni ed analogie con la testimonianza della Marina Popovich. Dean prosegue affermando che tutto il pianeta è influenzato da ciò:

“[...] the entire planet is affected with. This massive underground cities I think have been designed to protect the élite… and if… if the average American taxpayer finds out this; oh oh… there will be trouble, there will be blood in the streets…”

Subito al termine di queste parole – inaspettatamente – il dr. Steven Greer presente anch’egli al dibattito, interrompe Dean ed afferma di fronte alla vasta platea del simposio che vuole confermare quanto dice l’ex militare americano: “And I want confirm what Bob is saying”, dice il dr. Steven Greer, parlando poi delle “underground facilities” e delle loro interconnessioni sempre sotterranee che consentono di viaggiare ad alta velocità dall’una all’altra: da Washington alla Edwards Air Force Base, fino alla Dulce Facility; da Los Alamos fino a Dulce, ed all’Area 51, ecc..

Greer non menziona il problema del Decimo pianeta, né il mito di Nibiru, una patata bollente che egli evidentemente preferisce lasciare al collega. Resta comunque significativo il suo inaspettato intervento durante quello di Dean.

Ma quando avverrà questo “serio evento imminente”? Dean ha affermato a Barcellona di fronte a centinaia di persone che mancano pochi anni: “in a few short years ahead”, egli ha detto.

Dean più volte, negli anni, ha esplicitamente detto che nel Governo del Suo Paese vi è qualcuno che vuole che Dean porti la Sua testimonianza al pubblico, ed è per questo che gli è consentito di parlare senza conseguenze. Una strategia discutibile, ma che indubbiamente ha un suo senso ed è comprensibile vista la delicatezza dei temi toccati.

Mi auguro che tutte le persone responsabili ed adulte – qualora questo evento coinvolga effettivamente il mondo così come già accaduto in passato per le stesse ragioni o per altre motivazioni legate al cosmo – facciano il loro dovere di padri e madri, e proteggano i nostri figli.

Per come ci comporteremo, verremo giudicati dalla Storiografia futura e dalle nostre coscienze. Senza possibilità di appello.

Fonte: Segnidalcielo.it

Per informazioni sull’Autore visitare il sito www.angelismarriti.it

Posted 11 months ago at 16:24.

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Simulazione Doomsday Nibiru 2012 Asteroid Meteorite

Video impressionante sulle possibili conseguenze dovute ad un impatto con un asteroide.. DEVASTANTE

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Posted 11 months, 1 week ago at 17:03.

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Nibiru Planet X

Secondo una teoria che si è diffusa in questi anni attraverso internet e il portale YouTube, Nibiru farà ritorno nel Sistema Solare nel 2012, e il 21 dicembre 2012 incrocerà l’orbita della Terra. Secondo i sostenitori di questa teoria, i poli magnetici di Nibiru, molto più potenti di quelli terrestri, causeranno una catastrofe a livello globale sul nostro pianeta. Ci saranno terremoti spaventosi che faranno crollare abitazioni, eruzioni vulcaniche e ogni altro artefatto umano, spaventosi maremoti che sommergeranno molti continenti. L’ umanità verrà dimezzata, gli unici a salvarsi saranno quelli che si rifugeranno in montagna. Secondo tali sostenitori, dopo il 2012 la Terra verrà profondamente cambiata, i continenti saranno molto diversi da quelli di oggi. L’Europa verrà completamente sommersa, come anche il sud America e l’Asia orientale. Emmergerebbero nuovi continenti, tra cui Atlantide. Secondo i Maya, a questo punto inizierebbe una nuova era, un nuovo “lungo computo” che terminerebbe tra altri 3600 anni, con un nuovo passaggio di Nibiru. Si tratta solo di una teoria, o meglio, una diceria come tante, non supportata dalla benchè minima prova scientifica.

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Posted 11 months, 1 week ago at 16:11.

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L’arrivo del Pianeta X

Nibiru torna ogni 3.600 anni

Gli studiosi ipotizzano che, se anche non fosse un pianeta, Nibiru comunque potrebbe essere una nana bruna: una stella più piccola del Sole, incapace di emettere luce e collassata su se stessa dopo aver esaurito l’energia contenuta nel proprio nucleo. Ma, a parte quel poco che gli astronomi possono dirci su Nibiru, possiamo ancora una volta ricavare delle preziose notizie a riguardo dalle suddette tavole sumere, sforzandoci però di interpretarne i dati obiettivamente e non considerarle semplici miti. Nibiru, ci svelano i Sumeri, avrebbe una perfetta orbita ellittica che lo fa entrare ed uscire dal nostro sistema solare ogni 3.600 anni. Può quindi venire considerato, a buon diritto, appartenente al nostro sistema solare, sebbene risulti invisibile per lungo tempo. Orbiterebbe tra due soli (il nostro ed uno esterno) che ne costituirebbero i perigei. Quando Nibiru passa vicino al nostro pianeta, porterebbe degli scompensi tellurici,vista la sua alta potenza gravitazionale.

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Posted 11 months, 1 week ago at 15:12.

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Nibiru-Pianeta X (2): La Posizione del Decimo Pianeta

Christy_Harrington_1978.jpgIl dottor Robert S. Herrington è stato l’ultimo scienziato ad occuparsi della ricerca del decimo pianeta. Dopo il comunicato della NASA del 2005, la ricerca è stata praticamente dimenticata o, in ipotesi peggiore, occultata. Harrington ha lavorato come astronomo all’United States Naval Observatory di Washington per diversi anni. Morto nel 1993, l’unico resoconto del suo lavoro è conservato negli archivi dello Smithsonian Astrophysical Observatory (SAO) con il patrocinio della NASA.

La Posizione del Pianeta X

E’ Stato Harrington a chiamarlo per la prima volta “Pianeta X” e nel suo scritto sottolinea la scelta del gioco di parole in quanto la X sta sia per “sconosciuto” che per “10″ in caratteri romani. Secondo il ricercatore: “La regione di cielo dove si crede si trovi attualmente il Pianeta X, è stata determinata sulla base delle perturbazioni osservate nelle orbite di Urano e Plutone e non c’è bisogno di nessun altra conferma. E’ stata fotografata solo una piccola parte di questa area e continueremo ad esplorarla.” Il povero Herrington forse non sapeva che la ricerca del decimo pianeta sarebbe stata sepolta con lui.

Continua: “L’area di cielo individuata è stata fotografa dai telescopi installati in Nuova Zelanda per due notti di seguito e i dati saranno inviati a Washington per verificare qualsiasi cambiamento. La regione da noi identificata si trova a sud e naturalmente ciò richiede che le osservazioni siano effettuate da una stazione posta nell’emisfero australe. Il pianeta si trova molto probabilmente nella costellazione dello Scorpione280px-Scorpius_constellation_map.png o, con un grado molto minore di probabilità, nella costellazione del Toro. Si trova in opposizione da Aprile a Giugno e ciò significa che le osservazioni non sono state ancora avviate per l’anno in corso (1988). Ci saranno aggiornamenti non appena i dati saranno disponibili a Washington.” Gli aggiornamenti promessi da Harrington non sono mai stati divulgati.

[Estratto Originale 1 - Estratto Originale 2]

Robert Harrington non è stato l’unico ricercatore ad occuparsi del Pianeta X. In verità è una ricerca che vede muovere i primi passi già nell’800. Nel prossimo articolo cercheremo di delineare una cronologia sulla ricerca del decimo pianeta.

Continua…

Fonte: labottegacuriosa.myblog.it

Posted 11 months, 1 week ago at 14:33.

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Nibiru – Pianeta X: qual’è la differenza?

1316487829.jpgSfogliando le pagine del web si nota un gran parlare della fatidica data del 21 dicembre 2012 e dei conseguenti eventi legati al passaggio di Nibiru. Ma esiste veramente questo “decimo pianeta” o è solo una congettura nata sul web dall’interpretazione fraudolenta di alcuni ritrovamenti archeologici? Inoltre, la data del 21 dicembre 2012 rappresenta solo la fine del Lungo Computo Maya oppure è l’appuntamento fissato per l’umanità con l’Apocalisse? E ancora, il passaggio distruttivo di Nibiru corrisponde alla data ultima del calendario Maya?

Insomma, esiste veramente un decimo pianeta nel Sistema Solare? In verità sì! Il 29 luglio del 2005 la Nasa rilasciò un comunicato nel quale svelava la scoperta di un decimo pianeta più grande di Plutone nei pressi della Fascia di Kuiper. [Vedi notizia originale sul sito della Nasa]. Dopo di chè buio completo. Non ci sono più notizie riportate. Sull’articolo della Nasa si può leggere addirittura che “The planet hasn’t been officially named yet”, cioè il pianeta non ha ancora un nome ufficiale! Eppure dovrebbe essere una scoperta sensazionale. Perchè la Nasa fa spallucce? Potrebbe veramente trattarsi di Nibiru?

Nibiru

559936686.jpgLe prime ipotesi sul dodicesimo pianeta sono state avanzate dal ricercatore indipendente Zecharia Sitchin nel suo libro “Il Pianeta degli Dei”. Secondo la sua interpretazione dei racconti epici sumeri, Nibiru sarebbe il pianeta natale degli Anunnaki (letteralmente significa: coloro che sono discesi sulla Terra) e che questi, con la creazione dei Sumeri, avrebbero dato inizio alla storia umana. Nibiru è definito il pianeta del passaggio in quanto sarebbe possibile osservarlo dalla superficie terrestre al transito nel suo perielio ogni 3.600. L’enorme massa gravitazionale del pianeta comporterebbe grandi sconvolgimenti ai pianeti solari interni. In una epica sumera,l’Epopea di Gilgamesh si racconta di un Diluvio catastrofico avvenuto circa 13.000 anni fà scatenato dal dio Marduk, la divinità associata al pianeta Nibiru. A causa del cataclisma gli dei che avevano vissuto insieme agli uomini per migliaia di anni abbandonarono Terra. Per evitare l’estinzione della specie umana gli dei scelsero un uomo, Gilgamesh al quale furono date istruzioni per la costruzione di un’arca di salvataggio.

Appare chiaro che la cultura sumera, la prima civiltà ad inventare la scrittura “parlata”, registra storie che sono state preservate nei secoli attraverso i riferimenti contenuti ancora oggi nell’Antico e nel Nuovo Testamento, infatti, la Bibbia riporta un evento molto simile raccontando la storia di Noè e del Diluvio Universale. Questo ha convinto gli esegeti biblici che la fonte del testo diluviano è da farsi risalire all’originale Epopea di Gilgamesh. Anche il racconto della creazione biblica è un esempio lampante che la bibbia è di ispirazione sumera in alcuni suoi punti,infatti, i Sumeri avevano 7 tavolette sacre che spiegavano la nostra creazione. Queste storie incise sulla pietra sono giunte fino a noi nella forma biblica moderna dei “7 giorni della creazione”.

Pianeta X

1540519189.jpgIl termine Planet X si riferisce alla ricerca scientifica di un decimo pianeta oltre Plutone. Le sonde spaziali della Nasa, soprattutto il Voyager e il Pioneer, hanno registrato delle perturbazioni orbitali nei pianeti esterni che suggeriscono l’esistenza di un altro pianeta o corpo celeste al di là di Plutone e che influenza le orbite dei pianeti esterni. Come Plutone fu scoperto indirettamente per le anomalie orbitali che generava, così il decimo pianeta viene osservato indirettamente per la sua massa gravitazionale. Secondo la Nasa, il decimo pianeta è grande una volta e mezzo Plutone e si troverebbe (almeno nel 2005!) nei pressi della Fascia di Kuiper. Nell’articolo del 2005, il dott. Mike Brown sembrava veramente entusista della scoperta: “Siamo sicuri al cento per cento che questo è il primo oggetto più grande di Plutone osservato all’esterno del sistema solare“. Il pianeta fu temporaneamente denominato 2003 UB313 in attesa che la comunità astronomica internazionale decidesse il nome più appropriato. A quanto pare stanno ancora decidendo.

Le informazioni più recenti su questa ricerca della Nasa sono state fornite dal dott. Robert S. Harrington, astronomo all’United States Naval Observatory di Washington. E’ possibile consultare le sue ricerche sull’archivio astronomico della Nasa. Poi con la morte del povero Harrington è cessata ogni comunicazione.

Fonte: labottegacuriosa.myblog.it

Posted 11 months, 1 week ago at 14:31.

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Project Camelot intervista Bob Dean

Robert Dean è stato impegnato nel campo della ricerca UFO per gli ultimi 40 anni. Cominciò la sua ricerca mentre era in servizio attivo nell’esercito degli Stati Uniti, in cui militò per 27 anni. Si ritirò dall’Esercito nel 1976, da veterano altamente decorato, dopo aver combattuto come comandante di unità di Fanteria in Corea e Vietnam. Prestò servizio anche nelle operazioni di spionaggio, con incarichi di qualifica “Cosmic top secret”. Mentre eseguiva questo incarico fu di aiuto nel trasferimento del Quartier Generale in Belgio. Dean lavorò nel Reparto Operazioni ed è stato membro dello Staff di Comando Interno e, in tale contesto, ha operato per conto di SAUCER (Comandante Supremo Alleato Europeo), che ha incontrato pressoché ogni giorno.foto.h4.jpg (3534 byte)

E’ stato vice sceriffo dello stato dell’Arizona ed ex direttore della Sezione della Contea di Prima per il Mutual Ufo Network, MUFON. Egli è tuttora membro del MUFON, senza incarichi. E’ anche membro del centro per gli studi sugli UFO (CUFOS), nonché membro dell’Ancient Astronauts Society. Fu inoltre per ben 12 anni membro del Comitato Direttivo dell’Organizzazione di Ricerca dei Fenomeni Aerei ( APRO).

E’ laureato in Storia Antica, Psicologia e Filosofia, all’università dell’Indiana e ha completato studi estensivi in Archeologia e Teologia.

Posted 11 months, 1 week ago at 11:48.

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Planet X

Scoperte fatte a partire dagli anni ‘80 indicherebbero che il famigerato Decimo Pianeta non solo sarebbe stato scoperto ma verrebbe monitorato nel più stretto riserbo. L’esistenza ed avvicinamento del misterioso corpo celeste rientrerebbe nei massimi livelli di segretezza dell’Intelligence USA, di gruppi occulti di potere e dallo stesso Vaticano.
Di Cristoforo Barbato

Come è noto, grazie alle informazioni fornite da alcuni quotidiani statunitensi, nel 1983 il telescopio orbitale denominato IRAS – (Infrared Astronomical Satellite – Satellite Astronomico ad Infrarosso) (1) avrebbe scoperto un planetoide delle dimensioni di Giove nella direzione di Orione ben oltre il nostro sistema solare. Il misterioso corpo celeste provocò perplessità tra gli astronomi che non furono in grado di stabilire se fosse effettivamente un pianeta, una cometa gigante, o una vicina protostella che non s’era riscaldata abbastanza da diventare una stella, o una galassia distante così giovane da essere ancora in fase di formazione. “Tutto ciò che posso dirvi è che noi non sappiamo cosa sia”, disse Gerry Neugebauer, lo scienziato del programma IRAS per il Jet Propulsion Laboratory della California e direttore dell’Osservatorio Palomar presso il California Institute of Technology. Quella dell’IRAS, secondo diversi studiosi in primis Zecharia Sitchin, fu una scoperta determinante nell’ambito della ricerca di Nibiru (Pianeta dell’Attraversamento) perché sancì l’ennesimo ed effettivo interessamento (anche se mai avallato con dichiarazioni ufficiali) dell’establishment scientifico al famigerato Decimo Pianeta allora noto principalmente grazie agli studi e i testi del noto sumerologo. Ennesimo interessamento perché in realtà già in precedenza l’ente spaziale americano aveva chiaramente lasciato intendere di essere sulle tracce di Nibiru.

In effetti il 17 giugno 1982, la NASA in un comunicato stampa dell’Ames Research Center riconobbe ufficialmente la possibilità dell’esistenza di  “qualche genere di oggetto misterioso” oltre i pianeti estremi del nostro sistema solare. Diversi articoli rilasciati dalla stampa dell’epoca confermarono che gli scienziati stavano cercando davvero il Decimo Pianeta o Pianeta X. Una conferma in tal senso giunse con l’articolo pubblicato il 19 giugno dal New York Times intitolato “Spacecraft May Detect Mystery Body in Space” dove si accennava alle sonde Pioneer 10 e 11 e a delle persistenti anomalie nelle orbite di Urano e Nettuno che suggerivano la presenza di un qualche corpo misterioso che si ipotizzava potesse essere ubicato oltre i pianeti estremi del nostro Sistema Solare. Sempre nel 1982, precisamente il 28 giugno la rivista Newsweek si occupò del Pianeta X in un articolo intitolato “Does the Sun Have a Dark Companion?” (Il Sole ha un Compagno Oscuro?). L’articolo riportava che il Decimo Pianeta davvero orbiterebbe (come in un sistema binario) intorno a due Soli (uno è il nostro Sole), ma noi non saremmo in grado di vedere l’altro astro perché sarebbe una “stella oscura”. L’articolo riportava che: “Un compagno oscuro potrebbe produrre la forza non visibile che sembra trascinare Urano e Nettuno, accelerandoli fino ad un certo punto nelle loro orbite e trattenendoli mentre passano… la migliore scommessa è una stella oscura che orbiti ad almeno 50 miliardi di miglia oltre Plutone… È molto probabilmente o una Nana Bruna(2), o una stella di neutroni. Altri suggeriscono sia un decimo pianeta… siccome una stella compagna trascinerebbe gli altri pianeti, non soltanto Urano e Nettuno”. Ma il 1983, come accennato inizialmente, è stato l’anno in cui si è avuta una vera è propria svolta soprattutto grazie alla divulgazione di sensibili informazioni nell’ambito del programma IRAS che alcuni media portarono a conoscenza dell’opinione pubblica. Il 30 dicembre venne pubblicato un interessante articolo sulle pagine del quotidiano americano Washington Post che si occupò del Decimo Pianeta (dedicando all’argomento uno spazio già nella prima pagina) in un pezzo di Thomas O’Toole intitolato “Mystery Heavenly Body Discovered “ (Scoperto Misterioso Corpo Celeste). L’articolo riportava che: “Un corpo celeste probabilmente grosso come il gigantesco pianeta Giove e forse così vicino alla Terra da poter far parte di questo sistema solare è stato trovato in direzione della costellazione di Orione da un telescopio orbitante denominato IRAS”. Posso solo dire – dichiarò Gerry Neugebauer a capo dell’IRAS – che non sappiamo di che cosa si tratti”. “Quando gli scienziati dell’IRAS – continua l’articolo – hanno visto per la prima volta questo corpo misterioso, e hanno calcolato che potrebbe distare solo 80 miliardi di chilometri, si è ipotizzato che potrebbe essere in fase di avvicinamento rispetto alla Terra,….Il corpo misterioso è stato captato due volte dall’IRAS. Il secondo rilevamento è avvenuto sei mesi dopo il primo, è suggerisce che il corpo non si fosse quasi mosso dalla sua posizione nel cielo. Questo dato – disse James Houck membro del team scientifico dell’IRAS – suggerisce che non si tratta di una cometa, perché una cometa non sarebbe così grossa come risulta dalle nostre osservazioni, e si sarebbe probabilmente spostata di più”. “E’ possibile – come sottolineato dal quotidiano americano – che si tratti del decimo pianeta che gli astronomi hanno invano cercato”. L’articolo del Washington Post proseguiva nello spiegare che questo oggetto misterioso non è era stato mai visto da telescopi ottici sulla Terra o nello spazio, ma la sua firma di calore infrarossa fu individuata due volte dall’IRAS quando questi analizzò il cielo settentrionale tra gennaio e novembre del 1983. La seconda osservazione infrarossa del corpo, che è così freddo che non emana luce, evidenziò che il corpo sembrò non essersi spostato in sei mesi. Questo suggerì che l’oggetto non era una cometa, dal momento che probabilmente si sarebbe mosso. L’articolo spiegava anche che il telescopio infrarosso dell’IRAS, capace di scoprire oggetti molto freddi, calcolò che il corpo celeste era così freddo che la sua temperatura era di circa 273° C sotto zero.

Gli astronomi suggerirono che fosse un “pianeta gassoso gigante, grande quanto Giove”, e così vicino che “sarebbe il corpo celeste più vicino alla Terra al di là del pianeta Plutone”. Questo lo farebbe divenire parte del nostro sistema solare. L’articolo spiegò che c’erano state delle speculazioni che l’oggetto “si stesse muovendo verso la Terra”. Comunque, Neugebauer fu attento a spegnere quell’idea gettando acqua sul fuoco come meglio poteva, pronunciando con certezza che questo oggetto “non è posta in arrivo”. In realtà tale possibilità era più che una mera speculazione e Neugebauer cercò di ridimensionare rapidamente la cosa bollandola subito come infondata. Tuttavia successivi indizi ed ulteriori informazioni nonché testimonianze emerse in questi anni hanno confermato l’effettivo avvicinamento del misterioso corpo celeste.

Le testimonianze di John Maynard e Edgar Fouché

Una testimonianza in particolare degna di attenzione e pressoché sconosciuta anche da buona parte  degli addetti ai lavori è quella fornita da John Maynard un ex membro dell’intelligence USA allo studioso americano Marshall Masters. Masters, che in passato ha lavorato alla produzione di programmi scientifici per la CNN, è editore ed autore di diversi testi nel campo UFO-paranormale tra cui uno sul Decimo Pianeta ed insieme a Jacco van Der Wor, Steve Russell and Janice Manning nel 1999 hanno avviato il sito yowusa.com.  Masters nell’aprile 2006 realizza un articolo intitolato “South Pole Telescope (SPT) – America’s New Planet X Tracker” in cui sostiene, grazie a ricerche personali fino ad allora condotte, che l’allora telescopio antartico in fase di realizzazione (ndr. la struttura è stata avviata nel febbraio 2007) sarebbe stato progettato dagli USA per rilevare il Decimo Pianeta. Lo studioso sarebbe giunto a tale conclusione in seguito ai dati raccolti, e solo in parte divulgati dalla stampa sull’avvistamento del corpo celeste fatto dall’IRAS nel 1983, dalle successive scoperte fatte dal prof. Robert Harrington dell’Osservatorio Navale degli Stati Unti ma soprattutto dalle informazioni avute da Maynard su oscuri retroscena legati alla missione spaziale. Partendo proprio dalla testimonianza di Maynard è possibile comprendere meglio non solo quanto sostenuto da Masters ma giungere in un certo senso alla medesima conclusione. John Maynard è stato un’analista dei servizi segreti militari americani inizialmente con l’Army Security Agency (l’Intelligence dell’Esercito) in seguito in seno alla DIA (Defense Intelligence Agency). Nel corso dei suoi 21 anni di carriera ha visto prove dell’interesse dei militari nella questione UFO in diversi modi: comunicazioni elettroniche che non provenivano dalla Terra; fotografie di UFO fatte dai militari, visionò foto scattate da aerei spia in cui erano chiaramente visibile UFO. Diverse di queste immagini erano state scattate durante missioni fotografiche classificate da satelliti segreti come il Talent Keyhole (TK11) ed OMNI. Quando era in carico alla DIA acquisì familiarità col processo di compartimentalizzazione finalizzato al mantenimento della segretezza. Parte del lavoro di Maynard quando era nella DIA riguardava il progetto D.O.C.L Direct Orbital Code Link (a volte ribattezzato Docile) un sistema che annovera circa 5 miliardi di dollari di satelliti progettati per comunicare con velivoli classificati dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti e possibilmente anche per esaminare lo spazio profondo. Difatti, stando alle dichiarazioni di Maynard uno degli scopi reconditi del progetto D.O.C.L della DIA sarebbe il monitoraggio dell’attività extraterrestre in entrata ed uscita dalla nostra atmosfera. Una conferma diretta alle affermazioni di Maynard sul classificato progetto D.O.C.L la possiamo trovare nelle sorprendenti rivelazioni fatte negli anni ’90 dall’americano Edgar Rothschild Fouché in merito ai programmi speciali segreti dell’USAF e della National Security Agency (v. “Dentro l’Area 51” UFO Network gennaio 2000). Fouché, un ex membro dell’Intelligence dell’Air Force americana che ha prestato servizio a Groom Lake nell’Area 51, ha lavorato con diverse strutture aerospaziali militari e produttori di elettronica negli Stati Uniti. Ha partecipato alla progettazione, sviluppo, produzione e valutazione di volo operativo nei programmi classificati di sviluppo aereo, incluse contromisure elettroniche, comunicazioni satellitari, equipaggiamento di cripto-logica e di supporto. Durante la sua carriera militare, è stato selezionato nei quadri e in molti programmi di sviluppo dei più recenti cacciabombardieri dell’Air Force. Altri programmi di ricerca e sviluppo per i quali lavorò dagli anni ’70 sono ancora classificati Top Secret. Fouché ha ricevuto una formazione tecnica per oltre 4.000 ore dall’Esercito e dal Governo, di cui circa la metà in addestramento classificato. Per venti anni ha lavorato con l’Aeronautica Militare e con le Agenzie del Dipartimento della Difesa, seguiti da altri otto anni come Dirigente a contratto della Difesa.“Ero uno dei pochi impiegati a Nellis – afferma Fouché – munito di un nullaosta di segretezza Top Secret, con accesso alle decodificazioni criptate. Avevo il certificato di accesso al Modello 4 IFF (un sistema aereo che rispondeva ai codici classificati criptati). Avevo anche il permesso di lavorare su altri dispositivi criptati di cui non posso parlare. Per una serie di combinazioni e data la mia perizia tecnica mi fu richiesto di prestare servizio in un luogo non identificato………………..Al mio terzo giorno di lavoro a Groom, dovetti rimuovere un modulo da un pezzo di equipaggiamento per la comunicazione satellitare a più comparti, usato per sostenere alcuni velivoli nelle missioni speciali. Notai, mentre ero all’interno del comparto a controllare i cavi elettrici, che conteneva un’unità sigillata grande più o meno come una grande borsa, ed aveva una targa d’identità di copertura della National Security Agency. La nomenclatura sulla targa recitava Direct Orbital Code Link. Pensai che era strano, visto che l’unità era parte di un collegamento di comunicazione digitale, usato unicamente per comunicare con veicoli dell’Aeronautica classificati. Non ero a conoscenza allora di missioni militari orbitali non affiliate alla NASA. Ricordatevi che erano gli ultimi anni Settanta. Lo Shuttle non volò fino al 1981. Disinserii l’unità e, per curiosità, rimossi la calotta dell’accesso posteriore. Con mio stupore vidi che al suo interno c’erano circa una mezza dozzina di grossi chip ibridi a circuito integrato. Il più grosso chip era collegato ad oltre 500 moduli dello spessore di un capello, ed era grande più o meno come un accendino Zippo. Il timbro d’ispezione sul chip datava 1975. Nel 1975 le velocità più elevate di lavorazione, sui progetti più classificati, equivaleva a quella di un computer IBM 8088 che girava alla velocità di 4 milioni di cicli al secondo. Questa unità aveva una velocità di lavorazione di 1 miliardo di cicli al secondo. Fu solo dopo circa dodici anni che vidi una tecnologia paragonabile a questo chip a circuito integrato. Più tardi vidi alla ITT un progetto top secret di sviluppo di avionica. Nella mensa a Groom, sentii termini come Lorents Forces, detonazione a impulsi, radiazioni al ciclotrone, generatori di campo a  trasduzione di flusso quantico, lenti energetiche simili al cristallo e accumulatori quantistici EPR (Electron Paramagnetic Resonance). Tutti i giorni scrissi sul mio “diario di bordo” tutto ciò che vidi, ascoltai e toccai. Rientrato alla base, la mia routine proseguì come sempre. Il mio amico alla NSA, Jerald, indagò e osservò le persone impiegate in lavori molto classificati al Nevada Test Site e al Nellis Range. Stava controllando un tizio alcolizzato, che lavorava al Nevada Test Site, dove facevano esplodere bombe atomiche sotterranee. Accennò per caso ad un aereo che poteva essere lanciato in orbita e ritornare ed atterrare nel deserto del Nevada. Era un veicolo di ricognizione radiocomandato che decollava da un bombardiere B-52 ed usava dei razzi a impulso, da collocare temporaneamente in una orbita terrestre bassa per scattare foto ricognitive. Pensai che mi stesse prendendo in giro. Poi aggiunse: “Questo aereo è pilotato a distanza tramite il sistema D.O.C.L. di Groom”. In genere non sono così lento di comprendonio, ma non feci i giusti collegamenti  fino a quando disse di nuovo: “sai, il D.O.C.L… sta per Direct Orbital Communications Link.” Bingo, avevo visto un pezzo del sistema DOCL a Groom: era l’unità della NSA con grossi chips”.

La testimonianza di Fouché oltre a confermare le dichiarazioni di Maynard rivelano l’esistenza passata e presente di attività spaziali classificate disgiunte dall’ufficiale programma civile della NASA un argomento, tra l’altro, già affrontato in questo sito (v. art.”Il programma spaziale segreto del Pentagono”). Del resto anche la stessa NASA è stata accusata più volte di poca trasparenza nelle proprie attività di ricerca e di essere comunque partecipe di censure ed insabbiamenti su scoperte e informazioni ottenute in questi anni. Basti pensare alle varie testimonianze fornite da alcuni ex-astronauti o tecnici dell’ente spaziale come Clark Mclelland, ricercatori come Richard Hoagland e Van Flandern ed altri ancora. Lo stesso Marshall Masters nel 2000 ha raccolto da Maynard (Il quale ha testimoniato nell’ambito del Disclosure Project di Steven Greer) dichiarazioni che riguardano proprio la NASA e l’insabbiamento delle scoperte fatte dall’IRAS sul Decimo Pianeta. Tali informazioni sono riportate proprio nell’articolo di Masters accennato in precedenza pubblicato nel 2006. Verso la fine del 2000 Masters ebbe alcune conversazioni con Maynard riguardo al Pianeta X trovandolo, tra l’altro, alquanto ostico a parlare: “Avendo lavorato – dichiara l’ex analista – per la Lockheed Martin sul progetto satellitare Space Imaging situato a Denver (nda. Nell’aprile del 2000 la Space Imaging su commissione della FAS – Federation of American Scientists rilasciò delle nuove foto satellitari ad alta definizione dell’Area 51 fatte dal satellite Ikonos lanciato dalla base Vanderberg nel settembre del 1999 e progettato dalle compagnie Lockheed Martin, Raytheon e Kodak, tutte partecipanti ai programmi Keyhole), sapevo se un grande oggetto in entrata era in arrivo, l’Hubble o altre sonde spaziali probabilmente l’avrebbero ripreso”. Tuttavia Maynard si lasciò poi andare e rivelò alcune indiscrezioni relative all’IRAS ed al rilevamento del Decimo Pianeta da questi fatta nel 1983. “John – scrive Masters -  finalmente mi disse che era stato inquadrato dal satellite a infrarossi IRAS della NASA nel 1983 e che la storia dell’avaria meccanica venne usata come una storia di copertura.(3) Come lui mi spiegò, i dati dell’IRAS iniziarono a giungere, e fu allora che scoprirono il Pianeta X. Durante una spazzata (ndr. il termine indica lo stesso tipo di spazzata usato nel linguaggio tecnico aeronautico con gli schermi radar, ossia l’intervallo di tempo tra un impulso trasmesso e il successivo), spiccò fuori come un pollice dolente; e ancora peggio, si stava avvicinando da Sud. Questa specialmente era una cattiva notizia perché la maggior parte dei più grandi ed avanzati telescopi al mondo sono a Nord dell’Equatore, e fu presa la decisione di dedicare la restante autonomia operativa dell’IRAS all’osservazione di questo singolo oggetto. Dopo avere rilasciato la storia di copertura sull’avaria meccanica gli addetti al controllo usarono il restante carburante per mantenere un costante tracciamento sull’oggetto finché infine persero il completo controllo del satellite. La ragione del perché era necessario impiegare il combustibile rimanente dell’IRAS è che il tracciamento di un oggetto per determinarne la sua velocità e traiettoria richiede osservazioni multiple. Questo perché più osservazioni tu fai, più aumenti l’accuratezza dei tuoi calcoli di tracciamento”.

In seguito alla sua partecipazione al Disclosure project di Greer nel 2001 e dopo aver rilasciato un paio d’interviste Maynard nella primavera del 2003 è stato arrestato ed accusato di violazione del suo giuramento di segretezza a salvaguardia della Sicurezza Nazionale come risulta da asserzioni fatte in connessione alla sua attività quale testimone sulla realtà UFO in seno al Disclosure Project. L’ex-analista DIA venne custodito in una ignota struttura Federale solamente per poco tempo ma una volta rilasciato è di fatto divenuto irraggiungibile o semplicemente avrebbe preferito “sparire” volutamente. In effetti, è probabile, stando a chi lo conosce, che quanto accaduto sia stato un duro avvertimento per indurlo al silenzio e ad astenersi dal fare dichiarazioni in pubblico.

Il Cover-up della NASA

A riprova delle importanti rivelazioni fatte da Maynard e dell’effettiva fondatezza di alcune di esse nel 2003 l’astrofisico James McCanney rilasciò alcune sbalorditive dichiarazioni nel corso di un’intervista rilasciata a Rick Martin della rivista americana ‘The Spectrum’ che in seguito venne ripresa dalla rivista australiana Nexus la cui omologa versione italiana sarà pubblicato nel 2004 (v. “Quello che nasconde la NASA” – Nexus n°51). McCanney fondamentalmente ribadisce che esisterebbe un vasto programma di copertura che coinvolgerebbe enti quali la NASA, la CIA, l’NSA e lo stesso Vaticano in merito all’esistenza e al prossimo avvento del Decimo Pianeta.

“La NASA – afferma McCanney – è costituita da un gruppo di scienziati. Questo è il modo in cui la intendiamo: ingegneri che costruiscono velivoli spaziali e cose del genere. La NASA è di proprietà ed è gestita dalla NSA (National Security Agency). Al di sopra della NASA vi è un livello che la controlla. Daniel Goldin, che entrò a far parte della NASA negli anni ’90, proveniva dalla CIA ed il suo lavoro fu quello di secretare o mettere il coperchio sulla NASA; una volta arrivato la prima cosa che fece fu di firmare a tutti coloro che – a tutti i livelli – lavoravano per l’ente un accordo NSA per la non divulgazione di notizie. La NSA è parte integrante del governo di sorveglianza già attivo. Il Governo Mondiale Unico è già in carica ed è intorno ad esso che ruota tutto quello che accade attualmente”. Tra l’altro proprio in merito a quest’ultimo aspetto Martin pone il quesito sull’eventualità se nel caso anche i Gesuiti siano dietro a tale disegno: ”Gesuiti? [Ride]. Il Vaticano – replica l’astrofisico – ha un ruolo di primo piano nel governo mondiale e ne fa parte, ma non rappresenta l’intero quadro. Si tratta piuttosto di una situazione planetaria, nella quale sono implicate centinaia di famiglie, famiglie assai facoltose, presenti in ogni paese del mondo; esse controllano la politica, l’economia e la finanza. Quindi si tratta di una vasta rete di personaggi di questo tipo”. Per quanto riguarda le rivelazioni sulla NASA e soprattutto sul Vaticano fatte da McCanney (così come Maynard) supportano chiaramente alcune delle informazioni fornite dal Gesuita al sottoscritto un paio d’anni prima (v. L’intervista al Gesuita). Per quanto riguarda la affermazioni dell’astrofisico sul coinvolgimento della Chiesa riporto proprio un breve stralcio dell’intervista:

Martin: Quali preoccupazioni desta alla NASA il “Decimo Pianeta”? Ha a che fare con la civiltà sumera e gli Anunnaki? Oppure si tratta di qualcos’altro?

McCanney: Non direi, ma la nozione che esiste questo “Grande Oggetto” che si presenta con regolarità è antica. Ciò rientra nei massimi livelli di segretezza in molti di questi gruppi, fra cui il Vaticano. Intendo dire che la prima cosa che ha fatto il Vaticano quando si è manifestata Hale-Bopp è stata quella di costruire in Arizona un osservatorio di classe mondiale e di riempirlo di astronomi. Perbacco, chissà perché? Poi ne hanno un secondo. Ma quello che è interessante è accaduto dopo che Hale-Bopp è passata – perché pensavano che fosse quella il “Pezzo Grosso”. Torniamo al 1991. Hale-Bopp fu scoperta ufficialmente nel 1995 da Alan Hale in New Messico e da Bopp, il giapponese; vi si imbatterono entrambi la stessa notte e quindi la cometa prese il nome dall’uno e dall’altro…..….Nel 1991 Harrington vide due cose: Hale-Bopp e, dietro di essa, qualcosa di molto più grande. Era il Decimo Pianeta. Questa è la mia convinzione allo stato attuale delle cose. Nel 1991 Hale-Bopp seguiva una traiettoria di collisione quasi diretta con la Terra; con un paio di fotografie fu possibile tracciare l’orbita, che era appunto di quasi-collisione col nostro pianeta.
Martin: Non Stupisce che ci sia stato un tale parapiglia.

McCanney: Un enorme parapiglia. Quando venne scoperta, io contattai il Goddard Space Center – di cui conoscevo la segretaria – e dissi: “Cosa sta succedendo? Sono venuto a sapere che c’è questa cometa…”. In sottofondo si riusciva ad udire gente che urlava. E lei replicò: “Oh mio Dio, questa cometa è enorme!”. Tuttavia pensai che lei intendesse dire che si trattava di una grande notizia. No, era enorme nel senso che quello che avevano rilevato era un corpo di dimensioni planetarie. Vede, è a questo punto che nasce la divisione, perché fino ad allora anche molti scienziati del Goddard non avevano scoperto nulla al proposito. Tuttavia la seguivano sin dal 1991, forse ancora da prima. Harrington la scoprì e dagli appunti del 1991 si può capire che egli sapeva perfettamente dove andare a cercarla. Ciò che accadde molto tempo fa è…è che si trattava di una delle compagne di Nibiru che devastò la Terra.

Martin: Una compagna?

McCanney: Una compagna. Quella che diventò Venere. Velikovsky aveva perfettamente ragione sul fatto che Venere fosse un’enorme cometa che attraversava il sistema solare e, dal momento in cui fu catturata da Giove sino a quello in cui trovò la Terra sulla sua strada, impiegò circa 600 anni, per poi diventare il pianeta che tutti noi conosciamo. Quindi in origine quello che accadde fu che Hale-Bopp si trovava circa 4200 anni fa, lo stesso periodo in cui Venere fu catturata da Giove; erano letteralmente delle compagne più piccole di Nibiru. Questo è il motivo per cui non volevano che nessuno venisse a conoscenza della compagna, perché sapeva che era in rotta di collisione con la Terra e che fu la compagna di quella più grande a causare il problema. Quello che tuttavia non compresero fu che Hale-Bopp era, letteralmente, essa stessa una delle compagne. Ora, quando il distruttore, il Pezzo Grosso, Nibiru, arriva, porta con sé un intero sciame di questi corpi.

Martin: Presumo che la cometa NEAT, sia uno di questi?

McCanney: Questo è il punto; quando, alcune settimane fa, siamo stati tempestati da tutte queste comete e loro non hanno mai annunciato la Cometa NEAT, C-2002/VI. Chiaramente tutta questa roba sta arrivando dall’emisfero Sud. Poi naturalmente, per i motivi chi ho citato, Harrington sapeva molto bene dove si trovava; stava “tirando giù” i pianeti Urano e Nettuno. E’ interessante notare che quando la vicenda di Harrington venne a galla, il governo cercò di rilasciare una dichiarazione servendosi di alcuni di quegli astronomi che parlano alla radio, i ragazzi della disinformazione, che se ne vennero fuori con una storiella: “Oh, bé, abbiamo corretto le masse di questi pianeti in virtù di nuove informazioni, risolvendo così il problema”. Eh no, quando si vedono i pianeti “tirati giù” non si corregge un accidente; questo correggerebbe le cose solo sul piano dei pianeti. Nel 1991 quest’oggetto era abbastanza grande da trascinare Urano e Nettuno fuori dalle loro orbite. Questo è l’ordine di grandezza di questo corpo! Quindi, capirà le preoccupazioni riguardanti la compagna, dal momento che loro sanno, così come lo sa il Vaticano, che l’ultima volta fu proprio quest’ultima a provocare danni; l’unico problema è che la compagna è poi diventata il pianeta Venere….

Martin: La Cometa NEAT è stata una sorpresa? E’ sbucata fuori dal nulla o se l’aspettavano?
McCanney: No. La Cometa NEAT è un altro nucleo assai grande; di dimensioni planetarie – probabilmente pari a quelle della nostra Luna, probabilmente maggiori. La NASA sapeva che stava arrivando, con tutta probabilità la notarono anni fa, come elemento dello stuolo di oggetti in arrivo – a cui penso come oggetti che giungono come parte dello sciame del Decimo Pianeta. Volevano che nessuno ne sapesse alcunché, per il semplice motivo che stava giungendo proprio nei paraggi del Sole e che era di grandi dimensioni. Probabilmente non si aspettavano che diventasse così luminosa come in effetti divenne tuttavia, mentre passava, fu letteralmente visibile nel cielo diurno, proprio vicino al Sole – per un periodo di 12 ore circa”.

L’intervista ad ampio spettro tocca vari aspetti salvo ritornare più avanti sul tema del Decimo Pianeta e sugli effetti del suo passaggio:

Martin: Torniamo ancora un momento al “Decimo Pianeta”. So che lei non ama parlare di cornici temporali, ma ne ha una qualche percezione? Siamo fuori di un anno? Di cento anni?

McCanney: Non lo so, ed è quello che voglio scoprire con la Harrington Expedition.

Martin: Allora a questo punto lei non ne ha idea?

McCanney: A titolo personale sì. Sono sempre restio a parlare di date, perché la gente tende a vincolarti ad esse.

Martin: Può parlarne in termini generali?

McCanney: D’accordo.………..Gli Hopi erano convinti che Hale-Bopp (1995) fosse la Katchina Blu, che doveva procedere di circa 10 anni il Decimo Pianeta; ovviamente in quel contesto 10 anni sono un termine assai relativo. Il punto è se Hale-Bopp sia stata una compagna del Pezzo Grosso, 4.200 anni fa – e questo è il ciclo: per Nibiru non parliamo di 3.600 anni, ma di 4.200 anni – quindi il suo arrivo è previsto entro il prossimo decennio. L’altro aspetto è che la gente sta focalizzando la propria attenzione sul Decimo Pianeta o Nibiru. Vorrei sottolineare che io studio i corpi del sistema extrasolare. NEAT, ad esempio, non corrisponde a nulla di quanto abbiamo mai visto in precedenza; era una cometa nuova di zecca. Quindi è impossibile stabilire se fosse collegata o meno all’arrivo di Nibiru”.

Harrington indicò dove cercare il Pianeta X

Come già emerso in precedenza dalle affermazioni di Maynard quando l’IRAS rilevò Nibiru (Pianeta X) nel 1983 la NASA stabilì che si stava avvicinando da Sud e ciò arrecò apprensione in quanto i più avanzati telescopi terrestri erano collocati nell’emisfero Nord. Una conclusione quella fatta dall’ente spaziale americano a cui inevitabilmente giunse il prof. Robert Harrington (citato da McCanney) nel 1988. In effetti, nell’estate di quell’anno, come giustamente evidenziato da Sitchin, vennero pubblicati una serie di articoli su pubblicazioni scientifiche in cui veniva condivisa da diversi scienziati non solo l’esistenza del Pianeta X (sulla scorta dei calcoli delle perturbazioni planetarie ecc) ma l’ipotesi del Dott. Harrington secondo la quale sarebbe inclinato di 30° sull’eclittica ed avrebbe un semiasse maggiore di circa 101 UA, o un asse maggiore di oltre 200 UA. Avrebbe una massa pari ad almeno quattro volte quella della Terra e con un’orbita simile a quella della cometa di Halley per cui trascorrerebbe parte del suo tempo sopra l’eclittica (nei cieli settentrionali) e la maggior parte sotto di essa (nei cieli meridionali). Non a caso il team di ricerca dell’Osservatorio Navale (ndr. che è una sezione della Marina Militare USA) giunse all’inevitabile conclusione che la ricerca si sarebbe dovuta condurre principalmente nell’emisfero sud ad una distanza di circa 2,5 volte oltre Nettuno e Plutone. Nell’ottobre 1988 Harrington divulgò le sue scoperte in un documento intitolato “La posizione del Pianeta X” pubblicato sull’Astronomical Journal e nel quale era presente uno schizzo dei cieli con indicazioni di dove si sarebbe potuto trovare (al momento) il Decimo Pianeta sia nei cieli settentrionali sia in quelli meridionali. In seguito alla pubblicazione del documento Harrington  in base ai dati che nel frattempo erano stati raccolti dal Voyager 2 – che aveva raggiunto Urano e Nettuno rilevando perturbazioni costanti, piccole ma ben evidenti, nelle loro orbite – concluse che il Decimo Pianeta doveva trovarsi nei cieli meridionali. Tra l’altro il 16 gennaio del 1990 Harrington riferì all’American Astronomical Society di Arlington in Virginia che l’Osservatorio Navale aveva ristretto le ricerche del Pianeta X ai cieli meridionali ed annunciò l’invio di un team di astronomi in Nuova Zelanda presso l’Osservatorio Astronomico di Black Birch. Inoltre affermò che in seguito ai dati ottenuti dalla Voyager 2 era convinto che il Decimo pianeta fosse cinque volte più grande della Terra e circa tre volte più distante dal Sole rispetto a Nettuno e Plutone. Sfortunatamente Harrington morì prematuramente nel gennaio 1993 non prima però di fornire allo stesso Sitchin importanti conferme di persona in un incontro avuto con lui nel agosto del 1990 all’Osservatorio Navale di Washington e confermato in un’intervista fatta al noto studioso dal giornalista Luca Scantamburlo e pubblicata sul numero di Ago/Sett 2006 della rivista “UFO Notiziario”. “Primo, – afferma Sitchin – egli mi disse che il mio libro, Il Dodicesimo Pianeta, era giusto sul lato della sua scrivania per tutto il tempo, ed egli lo consultava ogni qualvolta aveva bisogno di una risposta alle domande sulla ricerca del “Pianeta X”. Secondo, egli disse e mostrò attraverso degli schizzi orbitali comparabili che il “Pianeta X” ed il “mio” pianeta, che i Sumeri chiamavano Nibiru ed i Babilonesi Marduk, sono unici e lo stesso. E terzo, egli descrisse il pianeta – le sue dimensioni, il suo essere abitabile con un’atmosfera etc”. Tra l’altro alla successiva domanda in cui si citava proprio il documento di Harrington sul Pianeta X del 1991 dove egli stesso suggeriva che poteva essere visibile nei Cieli Meridionali nella regione del Centauro e dell’Idra, Sitchin rispose: “Sì. Egli mi mandò uno schizzo, segnando con la sua calligrafia dove dovrebbe concentrarsi la ricerca; l’ho pubblicata nel libro Genesis Revisited (L’Altra Genesi, Piemme 2004). Ciò che disse concordava con le predizioni bibliche che riguardano il ritorno del pianeta.”.  Ora, quanto finora esposto risulta rilevante e chiarificatore per gli argomenti che verranno riportati d’ora in avanti e che potrebbero essere utili alla comprensione dell’affaire Decimo Pianeta. In seguito alla missione IRAS del 1983, in particolar modo dalla seconda metà degli anni ’80, in vari parti del mondo sono stati costruiti nuovi e avanzati telescopi nell’emisfero settentrionale ma molti, guarda caso, concentrati in varie aree geografiche nell’emisfero meridionale. Lo stesso Vaticano in quegli anni avviò, grazie ad un’apposita legge varata dal Congresso degli Stati Uniti, la costruzione del VATT (Vatican Advanced Technology Telescope) sul Monte Graham in Arizona. Il complesso astronomico sul Monte Graham vide la costruzione di tre telescopi uno di questi, il Graham International Observatory che gestisce l’avanzatissimo Large Binocular Telescope – LBT frutto della collaborazione tra Stati Uniti, Italia e Germania. L’ideazione e costruzione dell’LBT ha richiesto una ventina d’anni, coinvolgendo industrie e comunità scientifiche dei tre paesi partecipanti ed è il più grande telescopio ottico su singola montatura (cioè che ha due lenti montate sulla stessa struttura meccanica, come un binocolo) mai realizzato è il più potente di tutto l’emisfero nord con una definizione addirittura superiore al telescopio orbitante Hubble. Il super telescopio è dotato di un sofisticato apparato denominato Large Binocular Camera, un sistema di supermacchine fotografiche digitali in grado di effettuare osservazioni dall’ultravioletto all’infrarosso, con una sensibilità un miliardo di volte più alta di quella dell’occhio umano. Negli anni ’90, soprattutto a partire dalla seconda metà, e nel nuovo millennio hanno visto la nascita importanti strutture quali il Very Large Telescope (VLT), l’Osservatorio Gemini, il South African Large Telescope (SALT), il South Pole Telescope, l’IRAIT e il PLATO (Plateau Observatory). Costruito in varie fasi a partire dal 1998 il Very Large Telescope Project (VLT – Telescopio Molto Grande) è un sistema di quattro VATT, opera distaccatamente dal Mounttelescopi ottici separati, affiancati da vari strumenti minori. Ognuno dei quattro strumenti principali è un telescopio riflettore con uno specchio primario di 8,2 metri. Il progetto VLT, costato circa 500 milioni di dollari, fa parte dell’European Southern Observatory – ESO (Osservatorio Europeo Meridionale) un’organizzazione astronomica internazionale, creata nel 1962, di cui fanno parte, al momento, paesi dell’Unione Europea quali: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito. La maggior parte degli suoi osservatori dell’ESO si trovano in Cile (da qui il nome meridionale) dove gestisce due grandi osservatori astronomici nel deserto di Atacama, l’Nel novembre 2005 in Sudafrica, con tanto di cerimonia ufficiale di battesimo alla presenza del presidente Thabo Mbeki, venne avviato il Southern African Large Telescope (SALT) un telescopio ottico del diametro di circa 10 metri, situato in cima ad una collina all’interno di una riserva naturale a 370 km a nord-est di Città del Capo, vicino alla cittadina di Sutherland. Il telescopio, concepito principalmente dal Sudafrica che ha contribuito maggiormente al finanziamento, è frutto della collaborazione di altri paesi che hanno collaborato al progetto tra i quali: Germania, Polonia, Stati Uniti, Regno Unito e Nuova Zelanda. Il SALT è il più grande telescopio ottico dell’emisfero australe, ed è in grado di riprendere immagini ed eseguire analisi di spettroscopia e di polarimetria di oggetti celesti che non sono visibili dall’emisfero boreale. Inoltre, raccoglie oltre 25 volte più luce di ogni altro telescopio africano esistente e può individuare oggetti deboli come una fiamma di candela sulla Luna. Osservatorio di La Silla e l’Osservatorio del Paranal, che comprende il Very Large Telescope ed il VLT Survey Telescope. Il VLT si trova sul Cerro Paranal, una montagna alta 2.640 metri sul desolato deserto di Atacama, nel Cile settentrionale. L’ubicazione del VLT in tale area è stata voluta dagli astronomi europei dell’ESO in virtù della bassissima umidità e della eccezionale trasparenza riscontrate grazie anche lontananza da fonti di inquinamento luminoso. Il VLT è dotato di un vasto apparato di strumentazioni in grado di lavorare sia nella luce visibile (FORS per l’immagine e la spettroscopia a bassa risoluzione, UVES per la spettroscopia ad alta risoluzione), che nell’infrarosso grazie alla camera-spettografo infrarossa ISAAC (Infrared Spectrometer And Array Camera) uno strumento multifunzionale in grado non solo di ottenere ottime immagini in infrarosso ma anche spettri di alta qualità di oggetti deboli. Inoltre nel 2007 il VLT è stato dotato di un nuovo ed avanzato strumento denominato HAWK-I (High Acuity, Wide field K-band Imaging) finalizzato allo studio di corpi indistinti quali galassie lontane o pianeti e stelle di piccole dimensioni a lunghezze d’onda a infrarosso vicino. L’HAWK-I, che è stato progettato, costruito e commissionato dall’ESO, dovrebbe inoltre essere adeguato per la ricerca delle stelle a massa più grande e dei corpi a massa minore nella galassia e un utile dispositivo per lo studio di corpi extrasolari, quali i lontani asteroidi ghiacciati e le comete. Tra l’altro sempre il complesso dell’Osservatorio di La Silla ospita dal ’99 il telescopio svizzero Eulero, di proprietà dell’Università di Ginevra, progettato per la scoperta di Pianeti Extrasolari. Il telescopio, che ha appena 1,2 m di diametro, è equipaggiato con un sofisticatissimo spettrografo che consente di effettuare misurazioni di alta precisione della velocità di una stella. Sempre l’ESO con la cooperazione italiana dell’OAC (Osservatorio Astronomico di Capodimonte) ha realizzato il VST ossia VLT Survey Telescope installato a Cerro Paranal in Cile ed operativo dal 2007. Il VST è un telescopio alt-azimutale di survey a grande campo, con un’apertura di 2.6 metri e com un FOV (Field Of View) di un grado quadrato. Il suo scopo scientifico primario sarà di fare una mappa profonda dell’emisfero Sud permettendo l’identificazione di oggetti interessanti da osservare, poi, più dettagliatamente, con i vari strumenti del VLT. Il telescopio inoltre è dotato di una camera di imaging a grande campo, denominata OmegaCAM, frutto di un consorzio internazionale fra Olanda, Germania, Italia ed ESO. Grazie a questo strumento di piano focale, a dispetto delle dimensioni del campo di vista, il VST è in grado di garantire un’ottima risoluzione angolare (scala di 0.216 arcsec/pixel), mediante la quale potrà condurre osservazioni in modalità stand-alone in tutta la banda spettrale che va dall’ultravioletto all’infrarosso vicino.

Fonte: http://www.secretum-omega.com/ritornonibiru.html

Posted 11 months, 1 week ago at 14:23.

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