LHC – Generata energia da record
“Dopo 20 anni di duro lavoro il sogno diventa realtà”. Così il Cern di Ginevra annuncia le collisioni record da 7 Tev raggiunte da Lhc che ha superato così di 4 volte l’acceleratore di particelle statunitense Tevraton di Chicago. Il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, la più grande macchina per la scienza mai costruita dall’uomo, ha infatti prodotto la sua prima collisione ad alta energia. Due fasci di protoni sono entrati in collisione a una energia record di 7.000 miliardi di elettronvolt.
LA RICERCA COMINCIA – Con questo traguardo si dà “ufficialmente l’avvio al programma di ricerca di Lhc, stabilendo un nuovo primato del mondo di energia” afferma l’Isituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), presente al Cern con oltre 600 ricercatori. Ed ora i fisici delle particelle si preparano a vedere i segnali della nuova fisica. “Lhc comincia effettivamente il suo primo lungo periodo di funzionamento -spiega l’Infn- ad un’energia 3 volte e mezzo superiore a quella mai raggiunta in un acceleratore di particelle”.
VERSO L’IGNOTO – E l’entusiasmo degli scienziati che hanno realizzato questa impresa è incontenibile. “Siamo sulla soglia di un nuovo mondo – commentano i fisici – è cominciata un’avventura che lascerà il segno nella conoscenza dell’universo e delle leggi che lo regolano”. Per il direttore generale del Cern, Rolf Heuer, e per quello scientifico, Sergio Bertolucci, l’evento ha meritato un brindisi con un vino rosso del 1991, anno in cui è stato firmato il progetto dell’acceleratore. “La cosa più eccitante che abbiamo davanti a noi è scoprire l’ignoto”, ha detto Bertolucci nella conferenza stampa organizzata al Cern dopo le collisioni.
LA PARTICELLA DI DIO – Ma questo è solo il primo passo della ricerca incentrata sull’acceleratore, su cui le aspettative del mondo scientifico sono altissime. La mitica particella di Dio, il bosone di Higgs grazie al quale esiste la massa, potrebbe essere fra le prime scoperte rese possibili dall Lhc. Tuttavia i fisici si augurano quasi che non venga fuori: se questa particella inafferrabile si rivelasse, confermerebbe in pieno tutte le previsioni fatte finora dalle teorie. Sarebbe una grandissima scoperta, ma racconterebbe ben poco di nuovo. Le sorprese arriverebbero invece se non venisse scoperta.
“POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO” – “Se il bosone di Higgs ha una massa abbastanza grande potremo cominciare ad annusarlo già ora”, spiega il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci. “Se invece la sua massa è piccola – aggiunge – bisognerà aspettare il 2013″, ossia il momento in cui il Large Hadron Collider funzionerà alla massima energia per la quale è stato progettato, pari a 14.000 miliardi di elettronvolt (14 TeV). “Trovarlo subito – osserva – sarebbe la cosa più noiosa. Se questa particella venisse scoperta, significherebbe che esiste una supersimmetria e il Modello Standard sarebbe confermato”, sarebbero cioè confermate le principali ipotesi e il modello di riferimento generale della fisica contemporanea. “Se invece il bosone di Higgs non saltasse fuori, si aprirebbe uno scenario per certi aspetti più interessante. Potrebbero succedere cose strane”.
ATTENTI ALLA SENSAZIONE DI ONNIPOTENZA – Guido Tonelli, coordinatore dell’esperimento Cms che andrà a caccia del bosone di Higgs, preferisce affrontare la questione con occhi puramente sperimentali: “cercherò di guardare quello accade in modo disincantato. Bisogna essere molto attenti alla sensazione di onnipotenza e resistere alla tentazione pericolosa di voler fare scoperte a tutti i costi. Meglio stare con i piedi per terra e ricontrollare più e più volte tutti i dati, fino ad essere sicuri di ogni dettaglio”.
Fonte: iltempo.ilsole24ore.com
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