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	<title>Countdown to 2012</title>
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	<description>Planet X - 21 Dicembre 2012 - Countdown to 2012</description>
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		<title>Antartide: ghiacci più sottili, allarme da satelliti</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[allarme 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle rilevazioni del radar europeo di Envisat
BERGEN (NORVEGIA) &#8211; I ghiacci dell&#8217;Antartide stanno diventando più sottili: lo rilevano le misure più recenti fatte dal satellite europeo Envisat e presentate oggi, nel convegno sull&#8217;Osservazione della Terra organizzato in Norvegia, a Bergen, dall&#8217;Agenzia Spaziale Europea (Esa). Le misure di Envisat, che riguardano lo spessore dei ghiacci dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dalle rilevazioni del radar europeo di Envisat</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Antartide: ghiacci più sottili, allarme da satelliti " src="http://www.ansa.it/webimages/upload/large/2010/6/30/1277896961899_antartide1.jpg" alt="" width="253" height="253" />BERGEN (NORVEGIA) &#8211; I ghiacci dell&#8217;Antartide stanno diventando più sottili: lo rilevano le misure più recenti fatte dal satellite europeo Envisat e presentate oggi, nel convegno sull&#8217;Osservazione della Terra organizzato in Norvegia, a Bergen, dall&#8217;Agenzia Spaziale Europea (Esa). Le misure di Envisat, che riguardano lo spessore dei ghiacci dal 2003 al 2010, sono state rilevate dal satellite a intervalli di 35 giorni e poi integrate dai ricercatori fino ad ottenere un&#8217;animazione che mostra come i ghiacci nella parte occidentale dell&#8217;Antartide si sono decisamente assottigliati. Emerge dal contrasto fra le aree colorate in rosso, che corrispondono ai primi rilievi fatti, e quelle in blu, risultato delle misure più recenti. Un fenomeno analogo è stato osservato dal radar altimetro di Envisat nei ghiacci della Groenlandia. &#8220;Sono anche evidenti le variazioni nel livello dei ghiacci avvenute periodicamente. Ci sono periodi nei quali il livello sale e altri in cui si riduce: fenomeni niente affatto comuni&#8221;, ha rilevato uno dei responsabili dell&#8217;analisi del dati, Benoit Legresy, del laboratorio francese di studi geofisici Legos, di Tolosa. Le calotte polari sono dei sorvegliati speciali nello studio del clima. Sia i ghiacci antartici sia quelli della Groenlandia poggiano su un letto di roccia, che rivestono completamente. Con una superficie di 12 milioni di chilometri quadrati e uno spessore medio dei ghiacci di 2.200 metri, l&#8217;Antartide contiene il 99% dei ghiacci presenti sulla Terra e il loro scioglimento, secondo i ricercatori, porterebbe ad un innalzamento del livello dei mari fino a 70 metri. Molto più ridotti, i ghiacci della Groenlandia equivalgono al 9% del totale dei ghiacci del pianeta.</p>
<p>Fonte: <a href="ansa.it" target="_blank">ansa.it</a></p>
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		<title>Voragine Guatemala City</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 15:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[21 dicembre 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[allarme 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[A Guatemala City è successa una cosa incredibile. Una enorme voragine si è aperta sconfinando per metri di profondità, là dove prima c&#8217;erano delle case abitate, e un palazzo di tre piani con all’interno una fabbrica di indumenti.
L’acqua ha corroso e portato con sè terra e materiale ed aiutata dagli smottamenti ha causato questo enome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Voragine Guatemala City" src="http://files.sharenator.com/guatemala_sink_hole_2_tm_Amazing_Holes-s450x300-17372-580.jpg" alt="" width="270" height="180" />A Guatemala City</span> è successa una cosa incredibile. Una enorme voragine si è aperta sconfinando per metri di profondità, là dove prima c&#8217;erano delle case abitate, e un palazzo di tre piani con all’interno una fabbrica di indumenti.</p>
<p>L’acqua ha corroso e portato con sè terra e materiale ed aiutata dagli smottamenti ha causato questo enome foro nel terreno di grandi dimensioni. Una enorme,paurosa voragine che fa capire molto bene la gravità dell’evento che ora sta vivendo il Guatemala.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">E intanto continua il mistero</span> dietro all&#8217;apertura di questa terribile voragine. Attraverso un sistema di Ground Penetrating Radar (GPR), per visualizzare le condizioni del terreno al di sotto della superficie, la CONRAD (Coordinamento Nazionale per la riduzione dei disastri), ha dichiarato che non ci sono grotte sotterranee attorno alla voragine di Guatemala City!</p>
<p>Secondo la CONRAD quindi, a provocare il buco/voragine sarebbe stata la rottura di un collettore di drenaggio dell’acqua. Vi è il rischio di un altro collasso per un ulteriore perimetro di 10 metri a un isolato dall’attuale voragine. L’intenzione è quella di riempire il buco e riparare il collettore, un lavoro che necessita dagli 8 ai 12 mesi.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Guardate le incredibili dimensioni</span> di questa voragine:<a name="more"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.countdown2012.it/blog/21-dicembre-2012/voragine-guatemala-city/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.countdown2012.it/blog/21-dicembre-2012/voragine-guatemala-city/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a></p>
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		<title>LHC  &#8211; Generata energia da record</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 13:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Dopo 20 anni di duro lavoro il sogno diventa realtà&#8221;. Così il Cern di Ginevra annuncia le collisioni record da 7 Tev raggiunte da Lhc che ha superato così di 4 volte l&#8217;acceleratore di particelle statunitense Tevraton di Chicago. Il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, la più grande macchina per la scienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="LHC" src="http://4.bp.blogspot.com/_fRlg8Ia9AaE/SNaNgY9O4VI/AAAAAAAAAbw/JYMXJWg2ez8/s400/LHC_hall_1.jpg" alt="" width="240" height="180" />&#8220;Dopo 20 anni di duro lavoro il sogno diventa realtà&#8221;. Così il Cern di Ginevra annuncia le collisioni record da 7 Tev raggiunte da Lhc che ha superato così di 4 volte l&#8217;acceleratore di particelle statunitense Tevraton di Chicago. Il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, la più grande macchina per la scienza mai costruita dall&#8217;uomo, ha infatti prodotto la sua prima collisione ad alta energia. Due fasci di protoni sono entrati in collisione a una energia record di 7.000 miliardi di elettronvolt.</p>
<p><strong>LA RICERCA COMINCIA</strong> &#8211; Con questo traguardo si dà &#8220;ufficialmente l&#8217;avvio al programma di ricerca di Lhc, stabilendo un nuovo primato del mondo di energia&#8221; afferma l&#8217;Isituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), presente al Cern con oltre 600 ricercatori. Ed ora i fisici delle particelle si preparano a vedere i segnali della nuova fisica. &#8220;Lhc comincia effettivamente il suo primo lungo periodo di funzionamento -spiega l&#8217;Infn- ad un&#8217;energia 3 volte e mezzo superiore a quella mai raggiunta in un acceleratore di particelle&#8221;.</p>
<p><strong>VERSO L&#8217;IGNOTO</strong> &#8211; E l&#8217;entusiasmo degli scienziati che hanno realizzato questa impresa è incontenibile. &#8220;Siamo sulla soglia di un nuovo mondo &#8211; commentano i fisici &#8211; è cominciata un&#8217;avventura che lascerà il segno nella conoscenza dell&#8217;universo e delle leggi che lo regolano&#8221;. Per il direttore generale del Cern, Rolf Heuer, e per quello scientifico, Sergio Bertolucci, l&#8217;evento ha meritato un brindisi con un vino rosso del 1991, anno in cui è stato firmato il progetto dell&#8217;acceleratore. &#8220;La cosa più eccitante che abbiamo davanti a noi è scoprire l&#8217;ignoto&#8221;, ha detto Bertolucci nella conferenza stampa organizzata al Cern dopo le collisioni.</p>
<p><strong>LA PARTICELLA DI DIO</strong> &#8211; Ma questo è solo il primo passo della ricerca incentrata sull&#8217;acceleratore, su cui le aspettative del mondo scientifico sono altissime. La mitica particella di Dio, il bosone di Higgs grazie al quale esiste la massa, potrebbe essere fra le prime scoperte rese possibili dall Lhc. Tuttavia i fisici si augurano quasi che non venga fuori: se questa particella inafferrabile si rivelasse, confermerebbe in pieno tutte le previsioni fatte finora dalle teorie. Sarebbe una grandissima scoperta, ma racconterebbe ben poco di nuovo. Le sorprese arriverebbero invece se non venisse scoperta.</p>
<p><strong>&#8220;POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Se il bosone di Higgs ha una massa abbastanza grande potremo cominciare ad annusarlo già ora&#8221;, spiega il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci. &#8220;Se invece la sua massa è piccola &#8211; aggiunge &#8211; bisognerà aspettare il 2013&#8243;, ossia il momento in cui il Large Hadron Collider  funzionerà alla massima energia per la quale è stato progettato, pari a 14.000 miliardi di elettronvolt (14 TeV). &#8220;Trovarlo subito &#8211; osserva &#8211; sarebbe la cosa più noiosa. Se questa particella venisse scoperta, significherebbe che esiste una supersimmetria e il Modello Standard sarebbe confermato&#8221;, sarebbero cioè confermate le principali ipotesi e il modello di riferimento generale della fisica contemporanea. &#8220;Se invece il bosone di Higgs non saltasse fuori, si aprirebbe uno scenario per certi aspetti più interessante. Potrebbero succedere cose strane&#8221;.</p>
<p><strong>ATTENTI ALLA SENSAZIONE DI ONNIPOTENZA</strong> &#8211; Guido Tonelli, coordinatore dell&#8217;esperimento Cms che andrà a caccia del bosone di Higgs, preferisce affrontare la questione con occhi puramente sperimentali: &#8220;cercherò di guardare quello accade in modo disincantato. Bisogna essere molto attenti alla sensazione di onnipotenza e resistere alla tentazione pericolosa di voler fare scoperte a tutti i costi. Meglio stare con i piedi per terra e ricontrollare più e più volte tutti i dati, fino ad essere sicuri di ogni dettaglio&#8221;.</p>
<p>Fonte: iltempo.ilsole24ore.com</p>
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		<title>Terremoto in Cile e spostamento asse terrestre</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 13:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>

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		<description><![CDATA[Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l&#8217;asse terrestre
La Terra gira più velocemente e le giornate si sono
accorciate di 1,26 milionesimi di secondo
L&#8217;asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri
Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l&#8217;asse terrestre
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l&#8217;asse terrestre</strong></p>
<p><strong>La Terra gira più velocemente e le giornate si sono<br />
accorciate di 1,26 milionesimi di secondo</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Spostamento asse terrestre" src="http://www.segnidalcielo.it/terrem1.jpg" alt="" width="222" height="220" />L&#8217;asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri<br />
Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l&#8217;asse terrestre<br />
La Terra gira più velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi di secondo</p>
<p>MILANO &#8211; Come avviene in tutti i grandi terremoti, anche il sisma di 8,8 gradi della scala Richter avvenuto al largo delle coste del Cile ha spostato l&#8217;asse terrestre e modificato la durata del giorno. La differenza è stata calcolata tramite un modello matematico complesso da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California.</p>
<p>GIORNI PIÙ CORTI &#8211; Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l&#8217;interno della Terra. Come avviene nei pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione, così capita al nostro pianeta. Masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno. Per la precisione, hanno calcolato Gross e i suoi colleghi del Jpl, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell&#8217;osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.</p>
<p>ASSE DI ROTAZIONE &#8211; Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull&#8217;asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l&#8217;asse terrestre si è spostato di ben 12 centimetri.</p>
<p>DIFFERENZA &#8211; Anche il terremoto di Sumatra del 26 dicembre 2004, che è stato più forte (9,1 gradi Richter) determinò importanti cambiamenti: una diminuzione della durata del giorno di 6,8 microsecondi e uno spostamento dell&#8217;asse terrestre di 2,32 millisecondi di arco, pari a circa 7 centimetri. La differenza dello spostamento dell&#8217;asse terrestre del terremoto cileno rispetto a quello indonesiano è dovuto a due fattori: il terremoto dell&#8217;Indonesia avvenne quasi all&#8217;equatore, quindi alla maggiore distanza possibile dal centro della Terra (il pianeta non è perfettamente sferico: è schiacciato presso i poli e rigonfio all&#8217;equatore) e quindi le masse non si spostarono così tanto verso il centro. Inoltre l&#8217;angolo della faglia che subduce sotto il Sudamerica è maggiore rispetto a quella della zolla indo-australiana che subduce sotto l&#8217;Asia, quindi anche per questo motivo le masse crostali dell&#8217;oceano Indiano sono affondate di meno e hanno prodotto un minore spostamento dell&#8217;asse.</p>
<p>EFFETTI &#8211; Questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull&#8217;ambiente fisico terrestre. Boschi aggiunge che per ora i dati riportati sono stime e «stiamo aspettando le verifiche sperimentali che saranno effettuate nel centro dell’Agenzia spaziale italiana di Matera».</p>
<p>Paolo Virtuani</p>
<p>Fonte: Corriere.it</p>
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		<title>Il Terremoto di HAITI</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 13:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>

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		<description><![CDATA[Proponiamo alcuni estratti da un articolo scritto da Alessio Di Benedetto ed intitolato Angeli, non suonate quest’arpa. Come è noto, con H.A.A.R.P. si intende un gigantesco sistema di antenne ubicate a Gakona (Alaska), il cui scopo ufficiale è lo studio della ionosfera, ma che in realtà è una potente arma per manipolazioni climatiche e tettoniche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Terremoto Haiti 2010" src="http://www.ilsussidiario.net/img/ANSA/haiti_R375_20set08.jpg" alt="" width="225" height="153" />Proponiamo alcuni estratti da un articolo scritto da Alessio Di Benedetto ed intitolato Angeli, non suonate quest’arpa. Come è noto, con H.A.A.R.P. si intende un gigantesco sistema di antenne ubicate a Gakona (Alaska), il cui scopo ufficiale è lo studio della ionosfera, ma che in realtà è una potente arma per manipolazioni climatiche e tettoniche. Occorre ricordare che impianti simili, altrettanto potenti, sorgono anche altrove, in Svezia, Russia, Francia, Italia… Lo studio di Alessio Di Benedetto è un contributo fondamentale, poiché dovuto ad un esperto nel campo delle frequenze: l’autore, infatti, è docente di Storia ed estetica musicale presso il conservatorio di Foggia. Ha scritto numerosi libri di argomento musicale, in cui spazia dalla storia antica alla fisica, dalla simbologia alle scienze di frontiera. Le sue numerose pubblicazioni hanno riscosso grande successo di critica e di pubblico. Chi meglio di Di Benedetto dunque, abituato a disquisire di armoniche, frequenze, vibrazioni… può comprendere i veri fini di H.A.A.R.P.? Il testo illumina, con mirabile chiarezza e sulla base di investigazioni scientifiche, la relazione tra risonanza Schumann, la pulsazione naturale della Terra, e l’inquinamento elettromagnetico.E’ doveroso ringraziare ancora una volta il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta che ci ha segnalato l’articolo. Validissimo ricercatore, animato dal sincero desiderio di verità, al Dottor Ginatta vanno i nostri attestati di stima per la sua abnegazione e per il suo disinteressato sostegno.</p>
<p>L’uomo materialistico, assetato di potere e di odio per il mondo ed il creato, ha messo a punto un sistema di distruzione del Canto della Terra, la cui voce risuona alla frequenza di 7,83 htz. Ci riferiamo al Progetto H.A.A.R.P., un vero e proprio piano di manipolazione mentale, per controllare il nostro modo di pensare. Esso è stato realizzato dai poteri forti statunitensi attraverso l’emissione nell’atmosfera di segnali sonori molto bassi (infrasuoni) che interferiscono con il flusso di onde analoghe irradiate dal cervello umano. Non dimentichiamo che, dal punto di vista della Fisica vibrazionale, tutti i processi biologici dipendono dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Qualsiasi attività umana organica e vitale pulsa in risonanza con la frequenza Schumann. La nostra stessa salute dipende dall’accordo con siffatto suono. L’alterazione artificiale di cui è fatta oggetto questa frequenza della Terra ci impedisce di sognare, di fantasticare, d’inventare, di stare in pace con noi stessi e con gli altri.</p>
<p>[...] Il cervello emette onde che, nello stato di veglia, funzionano all’incirca tra 13 e 33 hertz (onde Beta) o che durante lo stato di meditazione profonda variano tra 3 e 7 hertz. Le onde Alfa (7-12 hertz) si sprigionano nel dormiveglia o in una condizione meditativa leggera. Infine vi sono le onde Gamma (34-60 hertz) che sono preposte a collegare tempo e spazio a livello neuronale e ad interrelare la realtà in quanto interpretazione complessiva (memoria e coscienza). L’uomo è il prodotto di un’interferenza d’onda generata tra il suo campo elettrodinamico e la risonanza di cavità Schumann. Il cervello umano è un complicatissimo congegno ricetrasmittente. Ne consegue che le turbolenze geomagnetiche causate da H.A.A.R.P. e dall’innalzamento della temperatura terrestre (provocato anche dalle scie chimiche, n.d.r.), provocano disturbi mentali e del comportamento. L’elettrosmog potrebbe oggi causare cambiamenti evolutivi incontrollabili e distruggere alcune specie viventi nonché scatenare attacchi cardiaci, tentativi di suicidio, crimini efferati…</p>
<p>La cassa di risonanza Terra-Ionosfera subisce delle modulazioni naturali derivanti dalle macchie solari, dal ciclo lunare, dalle maree che variano lo spessore risonante della biosfera. Progetti come H.A.A.R.P., che riscaldano o eliminano la ionosfera, costituiscono potenzialmente una minaccia di proporzioni catastrofiche per gli equilibri armonici degli esseri viventi e del pianeta.L’innalzamento della risonanza Schumann deriva da immissioni di reti elettromagnetiche artificiali e di cluorofluorocarburi che stanno distruggendo l’ecosistema vibrazionale terrestre. Nulla a che vedere dunque con la ventilata elevazione della coscienza planetaria.</p>
<p>[...] Già nel 1915 Nikola Tesla rilasciò un’intervista al New York Times in cui affermò che era possibile alterare la ionosfera. Variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione, si possono ottenere i seguenti risultati:</p>
<p><strong>- influire in maniera drastica sul tempo atmosferico;</strong></p>
<p><strong>- provocare terremoti;</strong></p>
<p><strong>- interferire con le onde cerebrali di uomini ed animali;</strong></p>
<p><strong>- generare esplosioni nucleari senza ricaduta radioattiva;</strong></p>
<p><strong>- eseguire la tomografia della Terra;</strong></p>
<p><strong>- irradiare calore persino in bunker situati a grandi profondità;</strong></p>
<p><strong>- eliminare le comunicazioni su aree specifiche vaste, mantenendo quelle militari.</strong></p>
<p>La ionosfera è simile ad una sottile pelle protettiva contro le particelle ad alta energia che viaggiano verso la Terra dal Sole. Dan Eden ricorda che persino un buco temporaneo o uno strappo in questo campo ionizzato potrebbe produrre delle mutazioni genetiche e persino la morte. Alcuni scienziati temono pure che la ionosfera potrebbe collassare per uno squilibrio elettrico.</p>
<p>[...] Siamo perciò di fronte ad una delle armi geofisiche il cui potere devastante non ha confini e che è in grado di produrre alluvioni o siccità, esplosioni radianti a qualsiasi altitudine e sotto la crosta terrestre, provocando terremoti di qualsiasi entità.</p>
<p>A tal proposito Osservate la risonanza H.A.A.R.P. (evidenziata in fucsia) nei giorni precedenti, durante il sisma (12 gennaio 2010) e dopo il terremoto (artificiale) nello stato di Haiti. Abbiamo unito i sei grafici significativi (dal 9 al 14 gennaio 2010), così da rendere meglio l’idea di che cos’è H.A.A.R.P. e quanto sia reale il suo potere distruttivo. Consigliamo di salvare questo filmato, così da mostrarlo, di volta in volta, allo scettico di turno</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ingrandite l&#8217;immagine per osservare meglio i dettagli dei grafici</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://img693.imageshack.us/img693/7979/haarpearthquakehaiti.jpg"><img class="aligncenter" title="Terremoto di Haiti" src="http://www.segnidalcielo.it/terrem7.jpg" alt="" width="462" height="274" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Guardate il video</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.countdown2012.it/blog/clima/il-terremoto-di-haiti/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a></p>
<p style="text-align: left;">Fonte: evidenzaliena &#8211; straker-61.blogspot.com – tankerenemy.com</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 1112px; width: 1px; height: 1px;">
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><span style="color: #ffffff;">ingrandite l&#8217;immagine  	per osservare meglio i dettagli dei grafici</span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"> <a href="http://img693.imageshack.us/img693/7979/haarpearthquakehaiti.jpg"> <img src="http://www.segnidalcielo.it/terrem7.jpg" border="0" alt="" width="462" height="274" /></a></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"> </span> <span style="font-family: Tahoma; color: #ffffff; font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: center;">GUARDATE IL VIDEO</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kdx4-EcWwsw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/kdx4-EcWwsw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
<h6 style="text-align: left;"><em style="font-weight: 400;"><span style="font-size: x-small;"> Fonte: evidenzaliena &#8211; straker-61.blogspot.com – tankerenemy.com</span></em></h6>
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		<title>Riscaldamento Globale: Non è colpa dell&#8217;uomo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Allarme clima]]></category>

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		<description><![CDATA[Piccolo esperimento: chiudete gli occhi e pensate al «Riscaldamento Globale». Che cosa vi viene in mente? Se l’immagine che si sta formando nella vostra mente è quella di enormi ciminiere che buttano in cielo nuvoloni neri densi di fumo, avete risposto giusto. Sono, quelle, le stesse immagini che vengono utilizzate quotidianamente dalla vostra tv per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Riscaldamento Globale" src="http://it.dreamstime.com/concetto-di-riscaldamento-globale-thumb5406765.jpg" alt="" width="180" height="180" />Piccolo esperimento: chiudete gli occhi e pensate al «Riscaldamento Globale». Che cosa vi viene in mente? Se l’immagine che si sta formando nella vostra mente è quella di enormi ciminiere che buttano in cielo nuvoloni neri densi di fumo, avete risposto giusto. Sono, quelle, le stesse immagini che vengono utilizzate quotidianamente dalla vostra tv per accompagnare i notiziari sul «Global Warming». Ora, siccome quel che leggiamo o ci viene detto passa attraverso il vaglio della nostra coscienza critica, mentre le immagini no, la morale è semplice: che ci crediate o no, che ne siate consapevoli o no, state accettando completamente l’equazione «riscaldamento globale uguale opera dell’uomo». Che è quanto esattamente l’ortodossia scientifica &#8211; quella delle Nazioni Unite, di Al Gore, dei premi Nobel, di Kyoto e del recentissimo supervertice di Copenhagen &#8211; vi sta suggerendo.<br />
Senza che questa verità ufficiale, questo paradigma scientifico, venga minimamente messo in discussione dai fatti.</p>
<p>Quali fatti? Be’, per esempio che i modelli climatici usati dagli scienziati dell’I.P.C.C., il potentissimo Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico che lavora sotto l’egida dell’ONU, premiato nel 2007 addirittura con un premio Nobel e i cui dati costituiscono «verità assoluta» sul tema, non sono condivisi da migliaia di loro colleghi nel mondo non meno bravi o qualificati di loro (anzi). Un esempio arriva dall’N.I.P.C.C., l’organismo «non governativo» che ha prodotto una stroncatura scientifica delle teorie secondo cui la responsabilità del riscaldamento globale sarebbe solo e unicamente dell’uomo: il suo rapporto di 700 pagine pubblicato nel 2009 («Climate change reconsidered», il cambiamento climatico ripensato) è stato firmato difatti da oltre 31.000 scienziati, tra cui 3.800 geologi e scienziati dell’atmosfera, ma anche matematici, chimici, fisici, medici e ingegneri. Qualche nome di spicco? Tra i primi firmatari Frederick Seitz, già presidente dell’American Pysical Society e della National Academy of Sciences, scomparso nel 2008. Oppure Kary Mullis, il geniale premio Nobel che già aveva denunciato negli anni ’90 la falsità dell’equazione «H.I.V. uguale A.I.D.S.». «Variazioni naturali legate al sole o all’acqua, l’uomo non c’entra», assicurano.</p>
<p><strong>CLIMAGATE</strong><br />
Sulla «scientificità» dei dati prodotti dal Panel ci sarebbe da interrogarsi da qui fino a Pasqua. Specie dopo che a metà novembre scorso è saltato fuori lo scandalo «Climagate».<br />
Ne avete sentito parlare? In pratica un gruppo di hacker ha rubato dal server della East Anglia University oltre mille e-mail scritte tra il 1996 e il 2009 da vari scienziati dell’I.P.C.C. e del Climatic Research Unit (C.R.U.) che ci lavora a tempo pieno, e le ha diffuse su Internet.<br />
In quelle mail gli scienziati esprimono dubbi sulla teoria del riscaldamento globale che loro stessi portano avanti e, cosa ancora più grave, ammettono allegramente di aver manipolato le prove scientifiche. Sul serio. In uno scambio di e-mail del 1999, tanto per citarne una, il capo del C.R.U., il professor Phil Jones, racconta di aver usato un «trick», cioè un trucco, per nascondere il calo nelle temperature.</p>
<p>«Ho appena completato il trucco fatto da Mike (Michael Mann, un altro ricercatore) su Nature &#8211; scrive &#8211; aggiungendo le temperature reali a ogni serie per gli ultimi vent’anni così che quello di Keith (un altro ricercatore) possa nascondere il declino». E lo stesso Mann: «Sappiamo tutti che qui non si tratta di stabilire la verità, ma di prepararsi a respingere le accuse in modo plausibile». E così via.</p>
<p>Trucchi, dunque. Dati manipolati ad arte, persino articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche del pianeta. Uno scandalo, il Climagate, che ha travolto con sé anche l’ex vicepresidente americano Al Gore, autore del documentario ecologista «An inconvenient truth», una verità scomoda, premiato con due Oscar per la denuncia sui rischi del nostro pianeta.<br />
Oscar che la destra di Hollywood ha proposto subito di togliergli, visto che le informazioni del film coincidevano con quelle «false» denunciate dalle mail dei ricercatori.<br />
Al contrario delle informazioni «vere» che vengono invece sistematicamente taciute o derubricate.<br />
Per esempio che la terra ha già vissuto periodi in cui i livelli di CO2, il temibile biossido di carbonio ritenuto responsabile dell’effetto serra, erano gli stessi di adesso. Anche nell’Eocene, parliamo di 20 milioni di anni fa, quando dell’uomo non v’era nemmeno traccia.</p>
<p><strong>GAS SERRA</strong><br />
Colpa dei gas serra, dicono oggi.<br />
Vero. Peccato che la stragrande maggioranza di tutte le emissioni sia, secondo gli scienziati «negazionisti», di origine naturale e non umana. Cioè una posizione diametralmente opposta a quella dei loro colleghi dell’I.P.C.C., i cui dati propagandati da giornali e tv indicano invece che la causa del riscaldamento globale è provocata invece al 92,5% dai gas serra di origine antropica. Tesi strana, visto che il rapporto tra i livelli di CO2 e l’aumento delle temperature non indica sempre una diretta proporzionalità. Al contrario. Il crollo di Wall Street del 1929, per esempio, fece scendere la produzione di tutte le industrie del mondo del 30%. Per tornare ai livelli precedenti, toccò aspettare la fine della Seconda guerra mondiale e gli anni della ricostruzione 1945-50.<br />
Eppure, come ha dimostrato nel 2001 il professor Martin Hertzberg, meterologo dell’U.S. Navy, nonostante il crollo industriale il CO2 ha continuato a salire. Il 21% in più nell’ultimo secolo. «Com’è possibile &#8211; si domanda Hertzberg – se negli ultimi cent’anni, dal 1880 al 1980, le temperature sono salite di solo mezzo grado?».</p>
<p><strong>IL CALDO MEDIOEVO</strong><br />
Dicevamo delle epoche storiche.<br />
Tutti gli scienziati ammettono l’esistenza di un «periodo caldo» (addirittura tre gradi in più rispetto a oggi) compreso fra il 950 e il 1450.<br />
Ne fanno fede anche i resoconti del 1421 di una spedizione nel Mare Artico di una flotta dell’imperatore cinese che «non aveva incontrato ghiaccio in nessuna zona». La stessa Groenlandia (da «groenland», terra verde) prese il nome dai primi insediamenti vichinghi che la trovarono evidentemente ben coltivabile dopo la sua scoperta avvenuta nel 985 da parte del navigatore Erik il Rosso.</p>
<p>Non solo. Dopo il periodo caldo medievale, ben documentato anche da un rapporto O.N.U. del 1996, salvo poi essere cancellato «misteriosamente» nell’analogo rapporto del 2001, che cosa ti arriva? Un periodo freddo, anzi una vera e propria «piccola era glaciale». Circa trecento anni, con il suo apice compreso fra il 1550 e il 1700 provocato, secondo gli studi del ricercatore danese Henrik Svensmark finanziati dalla Royal Society britannica, «dalla ridotta attività solare e dalla maggiore irradiazione di raggi cosmici che ha ridotto la nuvolosità del clima». Le temperature in Europa calarono di 1,5° solo nel giro di un secolo per poi abbassarsi ancora durante il periodo più freddo, e rialzarsi infine verso il 1750. Un rialzo che continua ai giorni nostri. Sono dunque circa 400 anni che il pianeta si sta riscaldando, e non 150 come sostenuto dalle teoria degli ambientalisti.</p>
<p><strong>GHIACCI E CO2 </strong><br />
E i ghiacci che si sciolgono? «Variazioni periodiche», dicono gli scettici del riscaldamento. Ai quali si è aggiunta nel mese scorso la clamorosa scoperta dell’E.T.H., l’Istituto federale svizzero per la Tecnologia di Zurigo, secondo cui non è vero che lo scioglimento dei ghiacciai sulle nostre Alpi sia un fenomeno del tutto nuovo. Anzi, secondo i glaciologi elvetici, negli anni ‘40 del secolo scorso i ghiacciai si ritiravano molto più velocemente di oggi a causa della maggiore quantità di radiazione solare (circa l’8% in più). Al punto che, in paragone, ai giorni nostri la loro estensione è addirittura aumentata del 4%. E questo &#8211; aggiungono &#8211; «nonostante le temperature di 70 anni fa fossero più basse di quelle odierne».<br />
Non solo i ghiacci, purtroppo. Più si sale in alto, più i dati si discostano da quelli decantati dall’I.P.C.C.<br />
La teoria del riscaldamento globale prevede difatti un aumento delle temperature anche nella troposfera equatoriale, cioè della fascia che sta a 10 chilometri dalla superficie terrestre: peccato che in questa zona si registri invece un rinfrescamento.</p>
<p><strong>GOVERNO MONDIALE</strong><br />
Colpa del sole, allora. O colpa dell’acqua, se volete. Molti studi indicano come l’aumento del biossido di carbonio abbia sempre fatto seguito a un riscaldamento del clima. «É il riscaldamento degli oceani che provoca l’aumento di CO2 nell’atmosfera, non il contrario», dicono Hertzberg e le migliaia di scienziati dell’N.I.P.C.C. «L’uomo non c’entra nulla», ribadisce anche il professor Antonino Zichichi, membro (tra l’altro) della Pontificia Accademia delle Scienze, secondo cui «l’intervento delle attività umane influisce per meno del 10% sui cambiamenti climatici» e questi ultimi sono determinati soprattutto «dall’energia del sole e dalle attività vulcaniche». Attività vulcaniche come quelle scoperte recentemente sotto i ghiacci del Mare Artico da una spedizione scientifica finanziata anche dalla NASA: decine di vulcani a 4.000 metri sotto il fondo marino che sparano getti di materiali caldissimi alla velocità di 500 metri al secondo.</p>
<p>Decine di vulcani sottomarini in piena attività. Già ce l’immaginiamo l’effetto sui ghiacci. Ma allora perché dei vulcani sotto il Polo Nord non si è sentito parlare? Per lo stesso motivo per cui vengono veicolate solo le notizie coerenti con le «verità scientifiche». Ci sono, dietro le teorie ufficiali, fior di professori che su quelle «verità» hanno costruito prestigio, cattedre e carriere. Ci sono, naturalmente, enormi interessi economici in ballo.<br />
E ci sono organizzazioni mondiali, vere e proprie elites a cui si accede per nomina e non per elezione democratica, che sembrano pendere da tutte le parti fuorché da quella dei cittadini. Come si è visto con l’O.M.S., l’Organizzazione Mondiale della sanità, e le sue previsioni terroristiche e sballate (ma lucrose invece per le case farmaceutiche produttrici dei vaccini) in fatto di pandemia da influenza di tipo A.</p>
<p>No, di loro forse è il caso di non fidarsi troppo. Né, tornando a bomba sui cambiamenti climatici, dell’«impegno a spendere» l’1% del PIL mondiale preso a Copenhagen anche dal presidente Usa Barack Obama (domanda: con i soldi di chi?). Una politica dalle conseguenze sociali imprevedibili, tanto più in un periodo di spaventosa depressione economica come questo. C’è già difatti chi grida al pretesto per l’istituzione di un unico «governo mondiale», con organismi di controllo sovranazionali, gli stessi già intravisti all’opera durante l’allarme pandemico dell’O.M.S., limitazioni alle libertà personali; e magari anche un bel po’ di politiche di «pianificazione familiare» per ridurre la popolazione del pianeta (in fin dei conti la colpa del riscaldamento è nostra, no?) come invoca persino il «Profeta Verde» degli ambientalisti Lester Brown.</p>
<p>Ecco perché nelle immagini tv si vedono le ciminiere che buttano fumo.<br />
Perché «con sufficiente ripetitività e conoscenza psicologica delle persone coinvolte non sarebbe difficile dimostrare loro che un quadrato in realtà è un cerchio».<br />
Non lo ha scritto uno scienziato dell’I.P.C.C. o dell’O.M.S., ma Joseph Goebbels, il ministro della propaganda di Adolf Hitler.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.disinformazione.it/riscaldamento_globale2.htm">disinformazione.it</a></p>
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		<title>Il polo magnetico terrestre emigra verso la Russia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Polo Nord magnetico della terra è in movimento verso la Russia a quasi 40 miglia (64 chilometri) all’anno a causa di modifiche magnetiche nel nucleo del pianeta, secondo i risultati di una nuova ricerca.
Il nucleo è troppo profondo per gli scienziati per rilevare direttamente il suo campo magnetico. Ma i ricercatori possono dedurre i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Polo Nord Magnetico" src="http://centroufologicotaranto.files.wordpress.com/2010/01/polonordmagnetico.jpg" alt="" width="246" height="331" />Il Polo Nord magnetico della terra è in movimento verso la Russia a quasi 40 miglia (64 chilometri) all’anno a causa di modifiche magnetiche nel nucleo del pianeta, secondo i risultati di una nuova ricerca.<br />
Il nucleo è troppo profondo per gli scienziati per rilevare direttamente il suo campo magnetico. Ma i ricercatori possono dedurre i movimenti del campo tramite la registrazione come campo magnetico terrestre in cambiamento in superficie e nello spazio.<br />
Ora,i dati appena analizzati suggeriscono che c’è una regione di magnetismo sulla superficie del centro, forse creata da un misterioso “flusso” del magnetismo derivante dal più profondo del nucleo, in rapido mutamento.<br />
“Ed è questa regione che potrebbe essere la responsabile dello spostamento del polo magnetico lontano dalla posizione naturale di lunga data in Canada settentrionale”,ha affermato Arnaud Chulliat, un geofisico all’Institut de physique du Globe de Paris in Francia.<br />
Il Nord magnetico, che è il luogo dove effettivamente puntano gli aghi della bussola è vicino,ma non esattamente nello stesso luogo come il Polo Nord geografico.Attualmente,il Nord magnetico è vicino all’isola di Ellesmere del Canada.<br />
I Navigatori hanno utilizzato il Nord magnetico per secoli per orientare loro stessi…<br />
Anche se i sistemi di posizionamento globali hanno sostituito in larga misura tali tecniche tradizionali,molte persone ancora utilizzano le bussole per muoversi sott’acqua, o dove non si è in grado di comunicare con i satelliti GPS.<br />
Il Polo Nord magnetico si è spostato poco dal luogo scoperto dagli scienziati nel 1831. Quindi nel 1904, il Polo ha iniziato lo spostamento a nordest ad un ritmo costante di circa 9 miglia (15 chilometri) all’anno.<br />
Nel 1989 si è avuta una accelerazione, e nel 2007 gli scienziati hanno confermato che il Polo è ora al galoppo verso la Siberia a 34,37 miglia (55,60 chilometri) all’ anno.<br />
La terra ha un campo magnetico perché il nucleo è costituito da un centro di ferro solido circondato da filature di metallo liquido. In questo modo si crea un “Dinamo” che guida il nostro campo magnetico.<br />
Gli scienziati sospettano che,poiché il nucleo fuso è costantemente in movimento, i cambiamenti nel suo magnetismo potrebbero essere associati alla posizione di superficie del Nord magnetico.<br />
Sebbene la nuova ricerca sembra eseguire il backup di questa idea, Chulliat non è pronto a dire se il Nord magnetico attraverserà poi la Russia.<br />
“È troppo difficile da prevedere”, ha detto Chulliat.</p>
<p style="text-align: justify;">Ps..questa notizia potrebbe essere rilevante anche ai fini degli studi meteoclimatici,in quanto uno spostamento del polo magnetico rilevante e costante,potrebbe portare a sconvolgimenti del nostro pianeta,e anche l’attività solare potrebbe avere un ruolo…</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://codenamejumper.wordpress.com/2010/01/03/il-polo-nord-magnetico-terrestre-in-spostamento-verso-est/">http://codenamejumper.wordpress.com/2010/01/03/il-polo-nord-magnetico-terrestre-in-spostamento-verso-est/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Articolo originale (in inglese) su <a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2009/12/091224-north-pole-magnetic-russia-earth-core.html">http://news.nationalgeographic.com/news/2009/12/091224-north-pole-magnetic-russia-earth-core.html</a></p>
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		<title>Un&#8217; Arca di Noè sulla Luna salverà l&#8217; umanità</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 10:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[nasa]]></category>
		<category><![CDATA[Luna]]></category>

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		<description><![CDATA[Una stazione per conservare il Dna di piante e animali e un&#8217; immensa banca dati delle conoscenze
Un asteroide sulla Terra, un brusco cambiamento di clima, una guerra nucleare: il nostro pianeta corre molti rischi che potrebbero mettere in pericolo la civiltà e, al limite, provocare l&#8217; estinzione dell&#8217; umanità. Diversi progetti per conservare il patrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una stazione per conservare il Dna di piante e animali e un&#8217; immensa banca dati delle conoscenze</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Lunar Ark" src="http://news.nationalgeographic.com/news/bigphotos/images/070814-lunar-ark_big.jpg" alt="" width="277" height="155" />Un asteroide sulla Terra, un brusco cambiamento di clima, una guerra nucleare: il nostro pianeta corre molti rischi che potrebbero mettere in pericolo la civiltà e, al limite, provocare l&#8217; estinzione dell&#8217; umanità. Diversi progetti per conservare il patrimonio genetico di animali e piante sono allo studio in diverse parti del mondo, ma tutti prevedono una sorta di deposito: sulla Terra. Ora un&#8217; associazione americana, chiamata «Alleanza per salvare la civiltà», è convinta di avere trovato un posto più sicuro per proteggere il Dna umano, animale e vegetale: la Luna. Sul nostro satellite dovrebbe sorgere una nuova Arca di Noè. Una base ipertecnologica dove conservare &#8211; al riparo da qualsiasi catastrofe &#8211; esemplari di ogni tipo di Dna e banche dati su ogni campo dell&#8217; umana conoscenza. Il progetto, di cui ha parlato il New York Times, gode dell&#8217; appoggio di illustri scienziati, come Stephen W. Hawking, che ha aperto per primo il dibattito, affermando che l&#8217; unica via di salvezza per la specie umana fosse al di fuori dalla Terra. Dell&#8217; associazione fanno parte scienziati, ex membri della Nasa e ha l&#8217; appoggio anche di Buzz Aldrin, il secondo uomo a camminare sulla Luna. Da tempo si discute su come preservare l&#8217; enorme bagaglio di conoscenze dell&#8217; umanità da un disastro globale. Nei Paesi scandinavi è stata allestita una «banca del seme», dove sono conservati semi di gran parte delle specie vegetali; tra i ghiacci del Polo Nord è attivo il programma britannico di ingegneria genetica per mantenere in vita migliaia di esemplari di Dna. Ma tutti hanno un difetto: sono sul nostro pianeta e, come scriveva lo scrittore di fantascienza Robert Heinlein, «la Terra è un cestino troppo fragile per contenere tutte le uova dell&#8217; umanità». Per questo l&#8217; Alleanza per salvare la civiltà ha scelto la Luna e chiede l&#8217; allestimento di una superbase, popolata anche da uomini che potrebbero essere i nuovi Adamo ed Eva, grazie alle tecniche di fecondazione artificiale, e rappresentare una speranza per l&#8217; umanità che non dovrebbe così ricominciare da zero. Secondo molte leggende, sulla Terra esistono diverse «capsule del tempo», costruite da Atlantide prima della catastrofe: i loro abitanti avrebbero disseminato in diversi siti le loro conoscenze, cercando di costruirli in modo da sfidare il tempo. E uno di questi sarebbe la Grande Piramide. Miti a parte, l&#8217; idea di una base lunare è venuta a Robert Shapiro, professore di biochimica all&#8217; Università di New York e fondatore del gruppo, proprio ripensando al primo sbarco sulla Luna. A colpirlo fu la visione della Terra dalla prospettiva lunare: una biglia di vetro azzurra, come quelle con cui giocano i bambini, sperduta e delicata in un immenso spazio oscuro. «Dopo la prima sensazione di smarrimento &#8211; afferma Robert Shapiro &#8211; arrivò l&#8217; idea: perché non usare quello spazio per mettere in salvo la specie umana in un posto meno fragile? Poi, se non dovesse succedere niente, quella base potrà sempre diventare un affascinante museo». LE MISSIONI Le sonde Pioneer e Voyager, inviate dalla Nasa, trasportano informazioni sull&#8217; umanità: dati elementari sulle specie, suoni, poesie, dati scientifici a disposizione di un popolo alieno *** Scienza e miti *** IL PALADINO Già nel &#8216; 500 Ariosto immaginò la Luna come deposito: «Ciò che si perde qui, là si raguna». Tanto che nel «Furioso» tra i valloni del satellite il paladino Astolfo recupera il senno di Orlando impazzito *** LA PIRAMIDE Le capsule del tempo sono un mito che risale ad Atlantide. Per i fantarcheologi gli atlantidei avrebbero creato siti immortali per tramandare le conoscenze. Uno di questi sarebbe la Grande Piramide</p>
<p>Fonte: <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2006/agosto/02/Arca_Noe_sulla_Luna_salvera_co_9_060802045.shtml">corriere.it</a></p>
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		<title>Copenhagen: la truffa del riscaldamento globale</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 09:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si è svolto a Copenhagen, dal 7 al 18 dicembre, il vertice sul clima. Al summit hanno partecipato i potenti, anzi i prepotenti della Terra, per continuare a recitare l&#8217;ignobile farsa del riscaldamento globale causato dal biossido di carbonio. I bugiardi, sostenuti nelle loro dichiarazioni ed iniziative da &#8220;ambientalisti&#8221; collusi o ingenui, affermano che occorre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.countdown2012.it/blog/clima/copenhagen-la-truffa-del-riscaldamento-globale/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a></p>
<p>Si è svolto a Copenhagen, dal 7 al 18 dicembre, il vertice sul clima. Al summit hanno partecipato i potenti, anzi i prepotenti della Terra, per continuare a recitare l&#8217;ignobile farsa del riscaldamento globale causato dal biossido di carbonio. I bugiardi, sostenuti nelle loro dichiarazioni ed iniziative da &#8220;ambientalisti&#8221; collusi o ingenui, affermano che occorre ridurre le emissioni di gas serra, se si intende salvare il pianeta dagli sconvolgimenti climatici. Come sempre il biossido di carbonio, gas che determina un lievissimo effetto atmosfera e che è indispensabile alla vita, viene demonizzato, mentre non si accenna neppure alle vere fonti di inquinamento. Quali sono le effettive cause dei disastri ambientali e dell&#8217;aumento di patologie? Le onde elettromagnetiche, il benzene nei carburanti (sostanza cancerogena), i veleni diffusi con le scie chimiche (dal bario all&#8217;alluminio, dal torio radioattivo al litio e via discorrendo), l&#8217;uranio impoverito, le nanoparticelle degli inceneritori, i pesticidi usati in agricoltura, il fluoro nei dentifrici&#8230; Pseudo-scienziati e pupazzi della politica cianciano di riscaldamento globale, ma, ad esempio, non citano mai il biossido di zolfo, composto chimico diffuso clandestinamente tramite gli aerei (militari e civili) e che determina un effetto serra decine di volte superiore a quello del biossido di carbonio.</p>
<p>A che cosa serve dunque la gigantesca pagliacciata di Copenhagen? Non certo a salvare la Terra ed i suoi abitanti da catastrofi climatiche, ma ad introdurre nuove tasse per strangolare i cittadini (vedi la futura Carbon Tax). Serve a creare sensi di colpa in una popolazione sempre più controllata. Siamo seri: Obama e gli altri burattini del governo occulto mondiale fingono di agire a favore dell&#8217;umanità, ma essi stessi attuano TUTTE le operazioni più criminali (scie chimiche in primo luogo) finalizzate alla diffusione di inquinanti per distruggere gli ecosistemi ed avvelenare le persone. Infine, gli &#8220;esperti&#8221; e le marionette dei governi glissano sul climategate, la truffa perpetrata da molti &#8220;scienziati&#8221; che sono stati colti in flagrante, mentre falsificavano statistiche e studi per propagandare la menzogna del &#8220;global warming&#8221; dovuto al biossido di carbonio.</p>
<p>Responsabili di queste mistificazioni sono i media di regime che fanno da cassa di risonanza delle affermazioni di “pseudoscienziati” (italiani e stranieri) e ministri dell’ambiente: i mezzi di informazione di massa manipolano l’opinione pubblica, creando pregiudizi e plasmando una “realtà” completamente finta, ma creduta vera.</p>
<p>Intanto, imperterriti Obama e le altre marionette ripetono le loro falsità, come dischi incantati. Non lasciamoci ingannare da questi ipocriti del clima, come Al Gore, Luca Mercalli, Mario Tozzi e tanti altri, che hanno ricavato da questa immane frode notevoli vantaggi ed una immerita popolarità da ecologisti.</p>
<p>Fonte:  <a href="http://www.tankerenemy.com/2009/12/copenhagen-la-truffa-del-riscaldamento.html">http://www.tankerenemy.com</a></p>
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		<title>Scienziati indiani potrebbero aver scoperto la vita sulla Luna?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 19:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[21 dicembre 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Scienziati della Indian Space Research Organisation (ISRO) sono sull’orlo di una eccezionale notizia. Potrebbero aver trovato qualche forma di vita sulla nostra Luna. Questo è credibile in base ai dati rilevati dagli strumenti scientifici della missione senza equipaggio Chandrayaan-1, che raccolse “firme” di materiale organico in parti della superficie lunare. Lo sostiene Surendra Pal, direttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://centroufologicotaranto.files.wordpress.com/2009/12/chandrayaan1.jpg"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="chandrayaan1" src="http://centroufologicotaranto.files.wordpress.com/2009/12/chandrayaan1.jpg?w=398&amp;h=478" alt="" width="239" height="287" /></a>Scienziati della Indian Space Research Organisation (ISRO) sono sull’orlo di una eccezionale notizia. Potrebbero aver trovato qualche forma di vita sulla nostra Luna. Questo è credibile in base ai dati rilevati dagli strumenti scientifici della missione senza equipaggio Chandrayaan-1, che raccolse “firme” di materiale organico in parti della superficie lunare. Lo sostiene Surendra Pal, direttore associato dello Isro Satellite Centre (ISAC), nel corso dell’International Radar Symposium tenuto venerdì scorso. La materia organica consiste di componenti organici, che consistono di carbonio, il blocco per la costruzione della vita. Indica la formazione della vita oppure il decadimento stesso. Pal afferma che i segni di qualcosa di organico sono stati trasmessi alla stazione scientifica di Bylalu, vicino  a Bangalore con lo spettrometro di massa a bordo della sonda indiana, attraverso il Moon Impacte Probe (MIP) il giorno 14 novembre 2008. La rilevazione dei dati è avvenuta poco prima lo schianto avvenuto vicino al Polo Sud lunare. Il MIP è stato il primo esperimento della missione  Chandrayaan-1, che è stata avviata il giorno 22 ottobre 2008. Pal, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli ma ha concluso dicendo che “<em>i risultati verranno analizzati ed esaminati, prima della convalida, dagli scienziati e tecnici della ISRO</em>“. “<em>E’ troppo presto per dire qualcosa</em>“, ha dichiarato il direttore del laboratorio di fisica spaziale della ISRO R. Sridharan, che è a capo del team di studio ed analisi dei dati MIP. Egli, tuttavia, non ha negato l’accertamento. Un altro scienziato del gruppo ha dichiarato che “<em>alcuni numeri atomici sono stati rilevati, che indica la presenza di componenti di carbonio. Ciò indica la possibilità della presenza di materia organica</em> (sulla Luna)”. Gli scienziati della missione Chandrayaan-1, al momento, stanno analizzando la fonte di provenienza della materia organica della Luna. “<em>Potrebbero essere state le comete oppure meteoriti a depositare la materia sulla superficie della Luna o lo strumento che atterrò sulla Luna potrebbe aver lasciato delle tracce</em>“, afferma un altro responsabile della Chandrayaan-1. “<em>Ma la presenza di grandi lastre di ghiaccio nelle regioni polari della Luna e la scoperta di molecole di acqua, potrebbe per davvero dar credito alla effettiva presenza di materia organica sul nostro satellite</em>“.</p>
<p>Articolo completo (in inglese) su <a href="http://www.dnaindia.com/scitech/report_indian-scientists-detect-signs-of-life-on-moon_1322785">http://www.dnaindia.com/scitech/report_indian-scientists-detect-signs-of-life-on-moon_1322785</a></p>
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