Countdown to 2012
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Nibiru – Pianeta X: qual’è la differenza?

1316487829.jpgSfogliando le pagine del web si nota un gran parlare della fatidica data del 21 dicembre 2012 e dei conseguenti eventi legati al passaggio di Nibiru. Ma esiste veramente questo “decimo pianeta” o è solo una congettura nata sul web dall’interpretazione fraudolenta di alcuni ritrovamenti archeologici? Inoltre, la data del 21 dicembre 2012 rappresenta solo la fine del Lungo Computo Maya oppure è l’appuntamento fissato per l’umanità con l’Apocalisse? E ancora, il passaggio distruttivo di Nibiru corrisponde alla data ultima del calendario Maya?

Insomma, esiste veramente un decimo pianeta nel Sistema Solare? In verità sì! Il 29 luglio del 2005 la Nasa rilasciò un comunicato nel quale svelava la scoperta di un decimo pianeta più grande di Plutone nei pressi della Fascia di Kuiper. [Vedi notizia originale sul sito della Nasa]. Dopo di chè buio completo. Non ci sono più notizie riportate. Sull’articolo della Nasa si può leggere addirittura che “The planet hasn’t been officially named yet”, cioè il pianeta non ha ancora un nome ufficiale! Eppure dovrebbe essere una scoperta sensazionale. Perchè la Nasa fa spallucce? Potrebbe veramente trattarsi di Nibiru?

Nibiru

559936686.jpgLe prime ipotesi sul dodicesimo pianeta sono state avanzate dal ricercatore indipendente Zecharia Sitchin nel suo libro “Il Pianeta degli Dei”. Secondo la sua interpretazione dei racconti epici sumeri, Nibiru sarebbe il pianeta natale degli Anunnaki (letteralmente significa: coloro che sono discesi sulla Terra) e che questi, con la creazione dei Sumeri, avrebbero dato inizio alla storia umana. Nibiru è definito il pianeta del passaggio in quanto sarebbe possibile osservarlo dalla superficie terrestre al transito nel suo perielio ogni 3.600. L’enorme massa gravitazionale del pianeta comporterebbe grandi sconvolgimenti ai pianeti solari interni. In una epica sumera,l’Epopea di Gilgamesh si racconta di un Diluvio catastrofico avvenuto circa 13.000 anni fà scatenato dal dio Marduk, la divinità associata al pianeta Nibiru. A causa del cataclisma gli dei che avevano vissuto insieme agli uomini per migliaia di anni abbandonarono Terra. Per evitare l’estinzione della specie umana gli dei scelsero un uomo, Gilgamesh al quale furono date istruzioni per la costruzione di un’arca di salvataggio.

Appare chiaro che la cultura sumera, la prima civiltà ad inventare la scrittura “parlata”, registra storie che sono state preservate nei secoli attraverso i riferimenti contenuti ancora oggi nell’Antico e nel Nuovo Testamento, infatti, la Bibbia riporta un evento molto simile raccontando la storia di Noè e del Diluvio Universale. Questo ha convinto gli esegeti biblici che la fonte del testo diluviano è da farsi risalire all’originale Epopea di Gilgamesh. Anche il racconto della creazione biblica è un esempio lampante che la bibbia è di ispirazione sumera in alcuni suoi punti,infatti, i Sumeri avevano 7 tavolette sacre che spiegavano la nostra creazione. Queste storie incise sulla pietra sono giunte fino a noi nella forma biblica moderna dei “7 giorni della creazione”.

Pianeta X

1540519189.jpgIl termine Planet X si riferisce alla ricerca scientifica di un decimo pianeta oltre Plutone. Le sonde spaziali della Nasa, soprattutto il Voyager e il Pioneer, hanno registrato delle perturbazioni orbitali nei pianeti esterni che suggeriscono l’esistenza di un altro pianeta o corpo celeste al di là di Plutone e che influenza le orbite dei pianeti esterni. Come Plutone fu scoperto indirettamente per le anomalie orbitali che generava, così il decimo pianeta viene osservato indirettamente per la sua massa gravitazionale. Secondo la Nasa, il decimo pianeta è grande una volta e mezzo Plutone e si troverebbe (almeno nel 2005!) nei pressi della Fascia di Kuiper. Nell’articolo del 2005, il dott. Mike Brown sembrava veramente entusista della scoperta: “Siamo sicuri al cento per cento che questo è il primo oggetto più grande di Plutone osservato all’esterno del sistema solare“. Il pianeta fu temporaneamente denominato 2003 UB313 in attesa che la comunità astronomica internazionale decidesse il nome più appropriato. A quanto pare stanno ancora decidendo.

Le informazioni più recenti su questa ricerca della Nasa sono state fornite dal dott. Robert S. Harrington, astronomo all’United States Naval Observatory di Washington. E’ possibile consultare le sue ricerche sull’archivio astronomico della Nasa. Poi con la morte del povero Harrington è cessata ogni comunicazione.

Fonte: labottegacuriosa.myblog.it

Posted 11 months, 1 week ago at 14:31.

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