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Autore Discussione: Inverno nucleare 2012  (Letto 201 volte)
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« inserito:: Settembre 28, 2009, 12:26:15 »

Con inverno nucleare o atomico si intende il periodo successivo ad una ipotetica guerra termonucleare di estensione mondiale tra superpotenze, come l'URSS e gli Stati Uniti, paesi cioè, in possesso di un arsenale di armamenti atomici dal potenziale distruttivo su scala globale.

Basandosi sugli effetti riscontrati durante le esplosioni atomiche avvenute ad Hiroshima e Nagasaki (in Giappone) sul finire della Seconda Guerra Mondiale, sui vari esperimenti nucleari portati a termine da molti stati nel periodo post-bellico e della guerra fredda e sugli effetti collaterali del disastro di Chernobyl, gli scienziati hanno elaborato diverse teorie riguardanti appunto questo periodo.

Le particelle di materia carbonizzata, le polveri radioattive e qualsiasi altra sostanza in grado di alzarsi nell'aria, andrebbe a costituire, grazie ai venti, uno scudo impermeabile ai raggi solari che farebbe precipitare le temperature nell'atmosfera. La combinazione tra le basse temperature, la continua oscurità e le radiazioni dovute alle esplosioni atomiche produrrebbero sconvolgimenti climatici tali da compromettere la vita delle specie animali e vegetali e provocare effetti devastanti anche sullo strato di ozono.

L'inverno atomico sarebbe legato alla produzione di polveri fini a seguito dell'esplosione di testate nucleari su obiettivi civili (e quindi non sui mari o nei deserti come durante i test atomici). Lo studio risiede in forma del tutto teorica e sotto certi aspetti si contrappone all'attuale surriscaldamento terrestre dovuto all'immissione di polveri fini nell'atmosfera ed il relativo effetto serra. Tuttavia negli studi commissionati durante gli anni 80 si tenne conto del fatto che al momento dell'esplosione un moto convettivo trasporta rapidamente tutte le polveri verso strati più alti (il fungo atomico). Questo dovrebbe creare una uniforme nube di polvere e cenere radiattiva sospesa nell'aria fra i 1000 ed i 2000 metri da terra. La nube acumulerebbe l'energia solare e farebbe salire le temperature degli strati della tropopausa ed alta troposfera fino a 80°C (oggi a circa -30 °C a 2000 metri) mentre la terra rimarrebbe protetta dai raggi solari e si raffredderebbe in media di 40 °C. Ci sono teorie contrapposte sulle porzioni di superficie terrestre che verrebbero coperte, alcune teorie sostengono che le polveri non si stabilizzerebbero sull'equatore ma coprirebbero uniformemente la superficie terrestre delle zone temperate. La sopravvivenza sulla superficie sarebbe poi impossibile a causa delle scarse piogge e comunque della lenta precipitazione di polvere radiottiva che dovrebbe completarsi non oltre i 10 anni.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Inverno_nucleare
« Ultima modifica: Settembre 28, 2009, 12:31:20 da admin » Registrato

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