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Notizie: 21 Dicembre 2012 - Fine del mondo o inizio di una nuova era?
 
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Autore Discussione: Teoria della dislocazione della crosta terrestre  (Letto 466 volte)
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« inserito:: Settembre 28, 2009, 01:17:50 »

Esiste infatti una teoria molto interessante che completa in modo particolarmente scientifico la teoria della deriva dei continenti; questa nuova ed affascinate idea che va sotto il nome di “teoria della dislocazione della crosta terrestre”, è stata divulgata da un professore dell’università del New England, tale Charles Hapgood, e merita di essere approfondita.
Verso la metà degli anni ’60, indagando a fondo su alcune antichissime mappe della Terra, egli si rese conto di una stupefacente cosa: queste vecchie ma alquanto precise mappe rivelavano che alcune terre come l’Antartide, l’America del Nord e la Cina erano libere dalle calotte di ghiaccio molto tempo prima che fossero esplorate dall’uomo. Questo ad esempio sarebbe dimostrato nella ormai famosa mappa di Piri Reis, un ammiraglio turco, realizzata a Costantinopoli intorno al 1513 circa. La validità di tale mappa è stata provata senza ombra di dubbio persino dall’”VIII° squadriglia di ricognizione tecnica aeronautica degli USA” (Base Aerea di Westover, nel Massachusetts), su richiesta di valutazione del professore Hapgood nel 1960.
Inoltre, come punto a suo favore ricordo che la scoperta dell’Antartide è avvenuta “solamente” nel 1818, cioè trecento anni dopo la realizzazione della mappa in questione. Stando a questi dati si evince che la documentazione originale per la mappatura dell’Antartide in condizioni di disgelo risalirebbe intorno al 4.000 a.C. Ma sappiamo che la storia ufficiale non riconosce nessuna civiltà degna di tale nome, in grado di effettuare una simile impresa; dunque il mistero sta nel fatto che “qualcuno” in un periodo “impossibile” ha rilevato una terra da noi scoperta solo nei primi dell’800. Un’altra mappa interessante è quella di Kircher (1601-1680): in essa è rappresentata l’isola di Atlantide con la forma e la superficie dell’Antartide priva dei ghiacci.
Dunque sulla base di queste mappe e di molte altre ancora, la terra veniva rappresentata come sarebbe apparsa se fosse stata priva di ghiaccio e con la disposizione dei poli terrestri assai diversa; Hapgood elaborò allora la Teoria della dislocazione della crosta terrestre (come integrazione della tettonica a placche), che postula uno spostamento graduale ma drammatico di tutta la crosta terrestre. In altre parole lo strato esterno (litosfera o crosta) scorrerebbe periodicamente sopra la “zona dejole” (astenosfera: uno strato situato appena al di sotto della crosta e appena sopra il mantello) causando gravi sconvolgimenti in superficie. Immaginiamo che i continenti si trovino a “galleggiare” su una massa di olio; ed ora proviamo ad immaginare di spingere con un dito uno di questi continenti: cosa succede? Accade che tutto il blocco terrestre inizia a scorrere assieme, spostandosi nella stessa direzione in cui spingiamo noi, ma la massa di olio rimane dove si trova: in poche parole il nucleo interno rimane fermo, ma è la parte esterna che si muove. Questo significa che se prima al Polo Sud si trovava una determinata regione, dopo tale spostamento verrà a trovarsene una di diversa. Secondo Hapgood, intorno al 9.600 a.C. si verificò uno sconvolgente spostamento della superficie terrestre; dunque l’America settentrionale ricoperta dai ghiacci venne a trovarsi in un clima più mite che la liberò per sempre da quell’inferno gelato mentre, come contraltare, la Siberia, che fino ad allora aveva goduto di un clima caldo (dimostrazione ne sono i fossili di animali che ai nostri giorni troviamo in ambienti dal clima ben più favorevole…) venne catapultata all’improvviso nel gelo più devastante e drammatico. Ed infine l’Antartide, da terra calda al centro dell’Oceano, si trasformò nell’inferno di neve e ghiaccio che tutti noi oggi conosciamo, andando a scivolare al Polo Sud.
Questa idea di Hapgood è considerata “globale” e spiegherebbe come e perché molte terre potrebbero essere rimaste sgombre dai ghiacci fino all’incirca il 4.000 a.C.
Dunque stando a questa teoria, l’Atlantide di Platone andrebbe cercata sotto i ghiacci dell’odierna Antartide; di tale avviso sono anche i coniugi Flem-Ath che partendo dall’ipotesi della teoria della dislocazione e confrontandola con le testimonianze storiche più antiche, arrivano con rigore scientifico a collocare il continente perduto sotto i ghiacci del Polo Sud.

ALBERT EINSTEIN

Voglio precisare che anche il grande A. Einstein si trovava d’accordo col professore Hapgood riguardo la sua teoria, tanto da restarne letteralmente elettrizzato:
“ Trovo veramente notevoli le Sue argomentazioni e ho l’impressione che la Sua ipotesi sia esatta. Non è possibile dubitare del fatto che spostamenti significativi della crosta terrestre abbiano avuto luogo più volte in un breve periodo di tempo.”
Così scriveva Einstein ad Hapgood in una lettera a lui indirizzata nel maggio del’53.
Abbiamo dunque visto che un ipotetico spostamento dell’Antartide verso sud dell’oceano Atlantico (teoria dello scorrimento della crosta terrestre), avrebbe provocato un graduale raffreddamento del clima causando la formazione di un’estesa cappa di ghiaccio, espandendosi per migliaia di anni fino alla consistenza raggiunta ai nostri giorni. Questa in sintesi la teoria espressa da Hapgood; teoria che naturalmente (manco a dirlo!!!) non viene riconosciuta dalla scienza ufficiale, “benché essa non sia in grado di dimostrarne la sua erroneità” (Hancock). La scusa campata dagli scienziati ortodossi sarebbe quella della mancanza di un agente scatenante che giustificherebbe tale “scorrimento”.Ma la causa di questo particolare spostamento sarebbe da ricercare i una teoria espressa da Einstein:
“In una regione polare si verifica una continua deposizione di ghiacci, i quali non risultano tuttavia distribuiti simmetricamente intorno al polo. Sulle anzidette masse di depositi asimmetrici esercita la sua azione la rotazione terrestre, e da ciò risulta un momento centrifugo che si trasmette alla crosta rigida della terra. Così determinato, il momento centrifugo – che è in costante aumento – raggiungerà un dato valore oltre il quale sarà causa duna traslazione della crosta terrestre rispetto alla restante massa della terra …”
Che dire di tutto ciò?…

CONCLUSIONE

Dunque sia la “tettonica a placche” (deriva dei continenti: lo spostamento delle zolle o placche terrestri), sia la “dislocazione della crosta terrestre” (la litosfera che scorre sulla astenosfera) presuppongono l’idea di una crosta che si può muovere. E’ evidente che le due teorie si completano a vicenda; la prima riguarda eventi che si riferiscono a cambiamenti a lungo termine, mentre la seconda si riferisce a spostamenti ben più violenti e drammatici. Con quest’ultima si possono anche spiegare diversi fenomeni come ad esempio l’estinzione in massa delle specie (e dunque anche di civiltà …) e i cicli delle glaciazioni

VI VOGLIO MOSTRARE UN PARTICOLARE AL RIGUARDO DI DUE IMMAGINI:



La mappa Buache, del 1737, copiata da antiche mappe greche. Mostra l'Antartide priva di ghiacci. Se oggi il ghiacchio non ricoprisse l'Antartide, i mari di Ross e di Weddell si unirebbero in un gigantesco stretto, che dividerebbe l'Antartide in due masse di terra, un fatto che nei tempi moderni fu stabilito solo nell'Anno Geofisico del 1968.



STANDO ALLA TEORIA DELLA TETTONICA A ZOLLE QUESTI DUE CONTINENTI SI SAREBBERO SEPARATI MILIONI DI ANNI FA ALLONTANANDOSI L'UNA DALL'ALTRA CON VELOCITA'LENTISSIMA.
MA COME BEN SAPPIAMO MILIONI DI ANNI NON SONO CENTO O MILLE..NEL CORSO DI MILIONI E MILIONI DI ANNI SUCCEDE DI TUTTO,EROSIONE MARINA,PIOGGE,EVENTI ATMOSFERICI ESTREME...ECC
QUINDI SE CIO' FOSSE VERO,OSSIA CHE I DUE CONTINENTI AVESSERO COMINCIATO AD ALLONTANARSI MILIONI DI ANNI FA,SONO DELL'IDEA CHE LA FORMA DI ENTRAMBI SAREBBE STATA MOLTO PIU' EROSA CHE ADESSO.
NON SAREBBE MEGLIO IPOTIZZARE CHE MIGLIAIA DI ANNI FA UN EVENTO ESTREMO FECE SI CHE ALL'IMPROVVISO QUESTE TERRE SI SEPARASSERO ALLONTANANDOSI DI MIGLIAIA DI CHILOMETRI L'UNA DALL'ALTRA?
CHE SIA A SEGUITO DI TALE CATACLISMA CHE EBBE INIZIO IL MITO DELLA LEGGENDARIO CONTINENTE AZTLAN SPROFFONDATO IN GIORNI ANTICHISOTTO IL LIVELLO DEL MARE?
DOPOTUTTO PLATONE LO COLLOCA AL DI LA' DELLE COLONNE D'ERCOLE,OSSIA DOPO LO STRETTO DI GIBILTERRA,E SENZA FARLO APPOSTA POCO PIU' IN LA' SI TROVA IL FAMOSO TRIANGOLO DELLE BERMUDA E IN QUELLO STESSO TRATTO DI MARE SONO STATE SCOPERTE DELLE COSTRUZIONI MEGALITICHE SOTTOMARINE.
SEGNO DI UNA CIVILTA' SCOMPARSA.
FORSE DOPOTUTTO I SEGNI DI UN DISLOCAMENTO DELLA CROSTA TERRESTRE SONO SEMPRE STATI SOTTO I NOSTRI OCCHI....

Fonte: http://expianetadidio.blogspot.com/2009/06/la-teoria-della-dislocazione-della.html
« Ultima modifica: Settembre 28, 2009, 01:22:28 da admin » Registrato

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« Risposta #1 inserito:: Ottobre 20, 2009, 05:07:43 »

Sebbene quest' articolo dia importanza alle teorie di Hapgood (che in realtà sosteneva la teoria delle spostamenti dei poli in particolare), è giusto notare che non fu un suo lampo di genio per stabilire  le teorie della deriva dei continenti.  Innegabili le osservazioni fatte da acuti menti precedente a Hapgood: già nel 1597, l'olandese Abraham Ortelius nella sua opera Thesaurus Geographicus suggerì che “le Americhe fossi stati strappate via dall'Europa e dall'Africa da terremoti ed inondazioni.” Questo pensiero viene condiviso anche da Francis Bacon, Benjamin Franklin e Antonio Snider-Pellegrini e Alexander von Humboldt.

L'ipotesi della Pangea, ciòè che tutti  i continenti attuali originarono da un unica massa di terraferma, vieni sviluppata da Alfred Weneger nel 1915 dando credito ad altri quali Franklin Coxworthy, Roberto Mantovani, William Henry Pickering, e Frank Bursley Taylor. Purtroppo, Weneger non riuscì convincere le sfere scientifiche del epoca con le sue ipotesi perché non presentò valide spiegazioni per il meccanismo fisico, causa  della deriva.

Passarono circa altri 40 anni di studi per scienziati a sviluppare la dinamica della teoria delle placche tettoniche. Grazia alla disponibilità ricettiva di un mentalità scientifica, negli anni 1950, Charles Hutchins Hapgood , un professore americano di storia medievale e moderna, diventò uno dei più attivi sostenitori della teoria della spostamento dei poli.  Contrario a popolari teorie, nel suo primo libro, The Earth's Shifting Crust (1954), dove Einstein ha scritto l'introduzione, Hapgood negò l'esistenza  delle placche tettoniche. In questo libro e nei seguenti Maps of the Ancient Sea Kings (1966) and The Path of the Pole (1970), Hapgood propose la teoria radicale che l' asse della Terra si è spostato numerose volte durante la sua storia geologica. Questa teoria non è ancora stata accettato da odierni scienziati tradizionali.

Quanto a me personalmente, tendo a credere nella possibilità di un “pole shift” specialmente con tutto ciò che sta succedendo alla nostra Terra negli ultimi 10 anni e basandomi su più recente scoperte scientifici. Si ricorda il terremoto quest'estate che “spostò” Nuova Zelanda più vicino ad Australia?? E poi, sono anche convinta che il “riscaldamento globale” ha origine all' interno della nostra pianeta...ma quello è un altra storia.

MorningSong
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« Risposta #2 inserito:: Ottobre 20, 2009, 09:56:55 »

Esiste anche un'altra teoria sulla periodicità del fenomeno descritto da Hapgood e interessa la precessione degli equinozi.
Secondo alcuni il moto di rotazione del nucleo ferroso della terra che, è dimostrato che ruota ad una velocità diversa rispetto il mallo e la crosta terrestre, ha una precessione diversa rispetto il resto del pianeta.
Secondo questa teoria i due moti precessionali periodicamente vengono a sovrapporsi per cui il nucleo pesante della terra trascina per un certo periodo la crosta sovrastante dislocandola così per migliaia di chilometri.
Da questo l'ossessione degli antichi per il moto precessionario e che con le loro profezie hanno voluto trasmettere la notizia per mettere sull'avviso l'umanità per la possibilità di una immane catastrofe che il nostro pianeta subisce periodiamente. Pianto
E' sicuramente un'ipotesi tutta da dimostrare, ma d'altra parte anche l'ipotesi di Hapgood e Albert Einstein che la causa del dislocamento sia stato l'abnorme sviluppo di ghiacciai in posizione decentrata rispetto all'asse di rotazione terrestre che ha causato a lungo andare delle forze tangenziali sulla crosta che ne hanno provocato la dislocazione, è ugualmente una teoria tutta da dimostrare.
In ogni caso alla maggior parte dei geologi parlare delle teorie di Hapgood è come spinger loro del fumo negli occhi.
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